Una discarica di segnali stradali: l’ombra del raid furtivo dietro il costoso materiale
L’ipotesi: un reato ai danni di un cantiere, Provincia oppure l’Anas. E se fossero del Comune di Teano?
TEANO – Quello che sta emergendo sulle strade di Teano non è soltanto l’ennesimo episodio di inciviltà ambientale, ma un caso che solleva pesanti interrogativi sulla gestione del patrimonio pubblico. Grazie alla segnalazione di cittadini attenti, è stato individuato un massiccio abbandono di segnaletica stradale verticale lungo la celeberrima Viale Santa Reparata, poco dopo l’incrocio con la famigerata via Acquarotta.
Non si tratta di semplice spazzatura, ma di materiale estremamente utile e riutilizzabile: aste d’acciaio intonse, cartelli di pericolo, frecce direzionali e kit per lavori in corso. Tutta attrezzatura che ogni comune della zona, costantemente alle prese con penuria di risorse e magazzini vuoti, pagherebbe fior di quattrini per avere.
Ovviamente non ci aspettiamo che qualcuno dalle parti della politica locale ce ne renda merito. Come, infatti, non è accaduto per lo sgrottamento (definito «evento franoso») del suolo di campagna sulla verticale della condotta di collegamento sorgente-serbatoio di clorazione manuale (o presunto tale) del campo idrico sorgivo in località Acquarotta. Una nostra scoperta LA VORAGINE DEL QUARTIERE ACQUAROTTA collegata al fenomeno del fango nella rete di acqua potabile, che l’amministrazione stava affettuosamente per attribuire addirittura alla ditta DM impianti.
Lo stava facendo tranquillamente, nel suo dire ieri 5 febbraio il primo cittadino, se non fosse stato per un breve passaggio dell’assessore Giuseppe Esposito che, grazie a Dio, in una “intervista” sempre nelle stanze della casa comunale, ha avuto la correttezza di parlare di «notizie già riportate da organi di stampa». E ora? La discarica di segnali stradali. Scoperta che questa testata, supportata da una rete che non smette di presidiare il territorio, sente il dovere di denunciare, rendere nota, nonostante i tentativi di delegittimazione di molti dei signori protempore di Palazzo San Francesco.
Noi abbiamo fatto il nostro compito dando la notizia; ora resta da capire (compito che non vogliano assumere) chi ha “smarrito” queste preziose attrezzature, se sono o no del Comune di Teano e comunque perché siano finite tra le erbacce invece di garantire la sicurezza sulle nostre strade. E se sono state fatte sparire per costringere la vittima a riacquistarle?
La scoperta solleva un dubbio inquietante: da dove proviene questa merce? L’ipotesi più concreta è che possa trattarsi del provento di un’azione furtiva ai danni di un ente pubblico – sia esso il Comune, la Provincia o l’Anas – o di una ditta privata impegnata in qualche cantiere. La presenza di questi beni, potenzialmente tracciabili attraverso eventuali codici o timbri sulla pannellatura posteriore, suggerisce che qualcuno possa aver sottratto illegalmente queste dotazioni per poi disfarsene frettolosamente. Svelare l’origine di questo “deposito su fondo agricolo” – a meno che qualcuno non se ne voglia attribuire la proprietà – significherebbe fare luce su un eventuale furto rimasto finora nell’ombra e magari tracciato negli infinito “archivio furti” forse proprio della stazione dei Carabinieri di Teano.






