Elezioni provinciali 2026, alla fine, forse… restano solo Magellano e Zanni
La verità è che l’eletto alla provincia durerebbe in carica solo per 1 anno. Altro che “campo largo”
TEANO (EZ) – Alla fine, forse vedendo anche l’ampliarsi del fronte delle critiche sullo “spacchettamento” della maggioranza e per riflesso della città (non ultimo gli attacchi di Luana Camasso), il Pd a Teano avrebbe deciso (nottetempo, quella di ieri 8 febbraio 2026) di ripiegare totalmente su una soluzione tipica da “campo largo”. Ossia: niente candidatura diretta Pd con la consigliera Veronica Rapa – arrivata lì col supporto di Massimo Schiavone e divenuta suo malgrado famosa in un giorno – e scelta ancora da definire da per uno dei due candidati rimanenti. Candidati che comunque, sempre con questa idea da “asso pigliatutto”, non sono nati sotto un cavolo (per dire che non sono figli di nessuno), ma sotto Fico. Anche se, uno dei due (Magellano) potrebbe fare la sorpresa e contare sull’appoggio di consiglieri comunali amici di amici e parenti.
Da quelle parti, a Palazzo San Francesco, scogliani e non scogliani si saranno dettI: rinunciamo a una candidatura diretta Pd, ma per lo meno non facciamo parlare del “caso Teano” tutta l’Italia. Nessuno potrà dire: “Ma come mai tanta divisione nella terra dell’Unità d’Italia?”. Anche perché la maggioranza consiliare di Teano aveva già avuto un esempio di rinuncia motivato da esigenze di “immagine interna”: quello del gruppo di cui fa parte Domenico Laurenza. L’unico veramente titolato a generare la terza candidatura. Cautamente ritirata o, per meglio dire (come per il caso Rapa), mai ufficializzata. Con Laurenza Candidato Forza Italia, anche un pezzo di minoranza – volendo – poteva farci un pensierino; non tutti. Di ufficializzati resterebbero al memento, dunque, Alessio Magellano e Guido Zanni.
E ora le cose che nessuno vi dice: l’eletto durerà in carica per 1 solo anno. La vittoria di Pirro
Volete sapere cosa ne pensiamo di tutta questa storia? È più facile prendere certe decisioni al ribasso quando non è prevista una lauta indennità e soprattutto, nella consapevolezza che un consigliere comunale di Teano, con un’eventuale elezione al Consiglio provinciale, non avrebbe nemmeno il tempo di scaldare la sedia. Infatti, siccome il mandato dell’amministrazione in carica è agli sgoccioli e si dovrà tornare alle urne, la durata in carica dell’eventuale eletto teanese sarebbe di un solo anno. Non lo dice questo giornale, ma la norma che regola le elezioni provinciali di II livello: «La cessazione dalla carica comunale comporta la decadenza da consigliere provinciale ai sensi del comma 69».
Stante questo scenario e queste prospettive — su cui, anche se si tratta di un mezza banalità, non vi avrebbe fatto riflettere nessuno a parte noi — proprio ieri il consigliere comunale di Teano (ovvero chi gli cura i lanci web) produceva, avendone facoltà, un suo comunicato stampa: «Guido Zanni, consigliere comunale di Teano, annuncia la sua candidatura al Consiglio Provinciale di Caserta con la lista “A Testa Alta”. La candidatura nasce dall’esigenza di portare nel Consiglio Provinciale una voce autentica dell’Alto Casertano, un’area vasta e complessa che rappresenta un pezzo importante della provincia di Caserta ma che, troppo frequentemente, resta ai margini del dibattito istituzionale».
Va bene, ne prediamo atto. Ma ci dispiace per lo “spin doctor” del comunicato poi veicolato male, ma la vera notizia è che Zanni si è rifugiato sotto l’ala protettiva di Giuseppe Esposito e visto che la coppia Scoglio-Landolfi non ne voleva sapere di candidarlo per il Pd alla Provincia e Pina Picierno ha alzato le mani, è passato alla corte di Gennaro Oliviero. Tutto il resto sono paginette di storia nostra, tutte ancora da scrivere.






