Il Video. In casa con l’ombrello. Luigi pulisce la città, ma la sua famiglia vive in una casa comunale col tetto colabrodo
In casa c’è anche una bambina gravemente malata. Il primo passo lo deve fare l’Ufficio tecnico. Fate presto
TEANO (Elio Zanni) – Nel borgo medioevale di Teano, risalendo i Gradoni Santa Maria De Foris, la dignità di una famiglia si misura a secchi. I secchi che Luigi De Biasio e sua moglie devono svuotare incessantemente per raccogliere l’acqua piovana che filtra dal soffitto. Non è un’occupazione abusiva, non è un ghetto dimenticato da Dio ma solo dagli uomini: è una casa di proprietà del Comune di Teano. Un paradosso burocratico dove il diritto all’abitare annega nelle infiltrazioni ogni volta che piove e nell’indifferenza di sempre. Ma in casa vivono anche tre bambine, di cui una con disabilità dovuta a problemi oncologici. Non può stare nell’umido non può respirare polvere, muffa e spore. Così si rifugia nell’unica stanza asciutta della casa. E resiste. Anche lei, in attesa che il Comune intervenga a sistemare il testo di casa. GUARDA IL VIDEO VERITA’
Luigi è un lavoratore che da oltre ventiquattro anni presta le sue braccia al servizio della comunità, passando da un appalto all’altro, sempre indirettamente, per conto del Comune. Ora lavora per la ex Isvec, la società che ha ceduto tutto Angel Srl, nell’ambito della gestione del ciclo dei rifiuti e cura del verde pubblico a Teano. E Luigi? Sempre col marchio del precariato addosso nonostante una professionalità stimata da colleghi e cittadini. Sui social lo seguono in migliaia. Ma se nel lavoro Luigi è un “eterno supplente” – mentre molti altri più “fortunati” sono stati assunti a tempo indeterminato – nella sua casa è un inquilino legittimo, assegnatario per ordine di un giudice.
Eppure, per anni, il trattamento riservatogli dall’Ente locale è stato quello di un perfetto invisibile. Ci racconta che persino nei verbali delle forze dell’ordine, basati forse su informazioni sommarie, sia stato erroneamente tratteggiato come un occupante irregolare. Al punto che rischiò di non poter ospitare suo figlio destinatario di una misura detentiva domiciliare. Una macchia burocratica che oggi Luigi respinge con i fatti: i canoni sono pagati, i vecchi conti in via di definizione. Ora la palla passa al Palazzo, ai burocrati, ai politici locali.
La situazione strutturale della copertura dell’immobile è critica. La casa è coperta da una guaina bituminosa è ormai un colabrodo: fessure e avvallamenti trasformano ogni pioggia in una cascata interna. La risposta degli uffici tecnici, guidati da responsabili palesemente gelosi del proprio titolo accademico «chiamatemi ingegnere» che ora dovrebbero tradurre in solerzia fu chiara durante una visita in Comune. La promessa: «Interverremo non appena l’affittuario inizierà a pagare». Perchè non crederli? E ci credemmo. GUARDA IL VIDEO VERITA’
Luigi ha mantenuto il patto. Ha versato le mensilità, due non una, ha dimostrato buona fede nonostante le spese sostenute di tasca propria in passato per tamponare i danni. Ma il sopralluogo promesso e il rifacimento del tetto restano, ad oggi, solo parole al vento.
Eppre questa è un’emergenza di salute pubblica che colpisce il cuore più fragile della famiglia: una bambina affetta da una gravissima disabilità di origine oncologica; di quelle che non si augurano a nessuno. Vivere tra pareti impregnate d’acqua, respirando le spore sprigionate dalle muffe, non è solo degradante: per la piccola è grave. L’Ufficio tecnico, la politica locale e i servizi sociali conoscono il caso, sanno che quella famiglia non può continuare a lottare contro l’incuria di un tetto che si sbriciola.
«Di me stesso non m’importa nulla – confessa De Biasio – ma sono i miei figli a patirne. Soprattutto la piccola, che sta già male».
Il tempo delle scuse è scaduto. Se finora l’assenza di un sopralluogo ufficiale fungeva da scudo per l’immobilismo degli Uffici, oggi quel velo è caduto. Le riprese video nel nostro servizio giornalistico rappresentano la testimonianza oculare di una situazione ai limiti: urgono lavori urgenti. Fate presto.
Non è più una questione di «tempi tecnici» o di fondi in Bilancio. È una questione di volontà politica. La burocrazia non può essere l’alibi dietro cui nascondersi quando è in gioco il diritto alla normalità di un nucleo familiare fragile. L’Amministrazione comunale a Teano deve decidere se essere fatta di indennità mensili, carte e bolli o di persone capaci di dare – come ci è sembrato che siano, durante la visita in Comune – priorità a situazioni così tanto emergenziali, che toccano nel profondo l’animo umano. Avete promesso di agire: ora fate presto.






