Addio Quaresima, bentornata Comunità: a Casamostra e Furnolo la tradizione torna, ed è subito festa. Attive Casi e Fontanelle
Dalla Vedova al fantoccio, alla Cantata dei mesi e riti pagani: il “rinascimento” popolare delle frazioni
TEANO (la Redazione – riferimento retenews24@gmail.com ) – Da un po’ di tempo alcune Frazioni di Teano, sotto la spinta di volenterosi e di persone animate dalla volontà di celebrare la creatività e l’umorismo, si stanno culturalmente risvegliando. Gli esempi di Casamostra e di Furnolo, sono emblematici.
A Casamostra, un gruppo di donne, con caparbietà e spirito di sacrificio, sta cercando di recuperare un’identità comunitaria del piccolo borgo. “Casamostra Rinasce”, l’associazione senza scopo di lucro presieduta da Annalisa Iannazzo, dopo aver adottato l’antico lavatoio, eretto a loro simbolo, organizza da tempo a Casamostra diversi eventi e manifestazioni, cercando coraggiosamente e con fiducia, di coinvolgere tutta la Comunità del Borgo.
Quest’anno, hanno cercato di riesumare dalle perdute tradizioni popolari una antica pratica pagana e religiosa insieme. L’Associazione, infatti, ha organizzato giorno martedì grasso e giorno mercoledì delle Ceneri, due momenti di allegria collettiva. Prima il carnevale, recuperando il simbolismo di un fantoccio di paglia in una bara, che rappresenta un “rituale magico” per scacciare la cattiva stagione e invocare la primavera.

Poi il giorno successivo, la rappresentazione della vecchia Quaresima o la Vedova del Carnevale, un fantoccio con le sembianze di un’anziana vedova (opera nata delle mani di di Gianluigi Zannini) appesa all’esterno per le vie del Borgo, come “segnatempo” per dire addio all’abbondanza e agli eccessi del Carnevale e entrare in un periodo di magro e di penitenza rappresentato dalla Quaresima, fino a raggiungere simbolicamente la liberazione dalle privazioni concessa poi dalla Pasqua.
Lo stesso accade a Furnolo, dove un gruppo di persone, sotto la spinta di Elena Loffredo, ha similmente ripreso la tradizione del Carnevale e organizzato la “Cantata dei dodici mesi”, una manifestazione che risale al settecento e si esprime attraverso canti in rima e narrazioni che celebrano il ciclo delle stagioni e le attività agricole.
Anche a Fontanelle e a Casi, le piccole Comunità cercano di affermare una loro presenza sul territorio, recuperando pezzi del patrimonio immateriale della cultura popolare. Insomma, sembra l’annuncio di un lento e faticoso risveglio, che potrebbe anche preludere a una nuova fase di creatività e di spirito critico costruttivo per l’intera Comunità teanese.
[Un grazie ai comitati per le segnalazioni, le note scritte, i nomi e le fotografie ricevute – retenews24@gmail.com Ndr].






