Distretto 14. Zarone: «Basta un numero per evitare la vergogna del caos al Cup»
Centro unico prenotazioni, l’assenza di un dispenser numeri, rovina l’immagine di un servizio di qualità
TEANO (Elio Zanni) – «Perché perdersi in un bicchier d’acqua e rovinare la percezione di un servizio pubblico che, in realtà, funziona?» È questa la domanda che rivolge a se stesso e all’Azienda sanitaria il consigliere comunale Marco Zarone – del gruppo SiAmo Teano incontrato a sorpresa presso l’ex Ospedale – dopo aver trascorso una mattinata, come quella di mercoledì 18, presso il Distretto sanitario per la prenotazione di alcuni esami clinici.
«Il problema è tanto banale quanto irritante – dice – l’assenza di un semplice dispenser di numeri per regolare l’ordine di arrivo allo sportello Cup. In un ufficio che accorpa anagrafe, accettazione e pagamenti, il flusso di utenti è massiccio.
Zarone racconta della scena si ripete come un copione già scritto: la porta si apre, l’ultimo arrivato tenta di entrare non vedendo nessuno in coda, e viene immediatamente investito dalle proteste di chi, pur essendo arrivato prima, era rimasto “invisibile” o seduto in disparte. Ne scaturisce un teatrino di “tocca a me”, “no, c’ero prima io”, che genera tensioni evitabili e rovina il clima di un servizio essenziale.
Solo grazie alla straordinaria professionalità e velocità delle operatrici il sistema non collassa, ma fuori dalla porta la situazione è ben diversa. Ma senza un tagliandino che sancisca il proprio turno, si è costretti al solito, logorante rito del “chi è l’ultimo?”, con persone costrette a sedersi su poche sedie collocate in posizioni che nascondono i nuovi arrivati alla vista degli altri»
Viene dunque da chiedere al responsabile, il dottor Salvatore Moretta: perché permettere che la disattenzione organizzativa rovini il lavoro del personale e la pazienza dei cittadini? Dotare lo sportello di un misero distributore di biglietti numerati non è un lusso, ma una necessità per garantire ordine e dignità all’utenza, e andrebbe esteso a tutti i servizi del distretto.
«Purtroppo, la gestione dell’attesa non è l’unica nota dolente – continua Zarone – La chiusura dell’accesso agli ambulatori da via Teatro Vecchio sta causando enormi disagi, in particolare agli anziani e alle persone con disabilità. Definire “funzionante” il sistema di prenotazione di una sola sedia a rotelle appare quasi una beffa: se arrivano più persone contemporaneamente, la fila diventa inevitabile anche per chi ha serie difficoltà motorie. Ci sono poi persone anziane che soffrono della fobia dell’ascensore e che potrebbero accedere da via Teatro vecchio evitando scale e ascensore».
Da giornale al quale certo non sfuggono i problemi dei servizi sanitari di prossimità, condividiamo in pieno il pensiero di Zarone. Riteniamo davvero (dott. Moretta e Direttore generale Antonio Limone) che un servizio pubblico degno di questo nome dovrebbe nascere per rimuovere gli ostacoli, non per crearne di nuovi.






