Giudiziaria

Campania Energia: 7 indagati per disastro ambientale. Coinvolti il sindaco di Teano e il dirigente ambiente della Provincia

Le domande che scottano: cosa avrebbero dovuto fare, cosa potevano fare, cosa non hanno fatto?

TEANO / SANTA MARIA CAPUA VETERE (ez) – Svolta nell’inchiesta sul colossale incendio che il 16 agosto 2025 ha devastato l’impianto di stoccaggio rifiuti “Campania Energia” in località Palmieri, a Teano. Il Sostituto Procuratore della Procura di Santa Maria Capua Vetere, Nicola Camerlingo, ha iscritto sette persone nel registro degli indagati, ipotizzando i reati gravissimi di incendio doloso e disastro ambientale. Le domande che scottano: cosa avrebbero dovuto fare, cosa potevano fare, cosa non hanno fatto?

Il Sindaco sotto inchiesta come custode giudiziario

Al centro dell’attenzione degli inquirenti figura il primo cittadino di Teano, Giovanni Scoglio. La posizione del sindaco appare delicata sotto il profilo delle responsabilità istituzionali: l’avviso di garanzia gli è stato notificato in qualità di custode giudiziario del sito, figura che sulla carta avrebbe dovuto garantire la vigilanza e la sicurezza dell’area già sottoposta a vincoli. Lo stesso Scoglio aveva scelto simbolicamente il giorno di Natale per comunicare la propria posizione giudiziaria attraverso i social network. Gli altri per poco non uscivano nell’uovo di Pasqua.


Gli altri nomi nel registro della Procura

L’indagine non si ferma ai vertici dell’amministrazione comunale. Il provvedimento della Procura sammaritana colpisce diverse figure chiave tra dirigenti pubblici e privati:

  • Giovanni Solino: Dirigente del settore Ambiente della Provincia di Caserta;
  • Gianfranco Lombardi: Funzionario dell’Istituto delle Vendite Giudiziarie;
  • Salvatore Di Palma: Imprenditore;
  • Antonio Napolano, Palma Napolano e Maria Rosaria Rescigno.

Un disastro ambientale dai numeri drammatici

Il rogo, che ha interessato un’area di circa 40.000 metri quadrati, è divampato per giorni, alimentato dai materiali plastici e gommosi stoccati nell’impianto. Le conseguenze per l’ecosistema locale sono state devastanti:

  1. Emissioni tossiche: I livelli di diossina sprigionati hanno polverizzato i limiti di sicurezza sanitaria.
  2. Sicurezza alimentare: Lo scorso settembre, l’Asl di Caserta ha imposto il divieto di utilizzo per mangimi animali risultati contaminati.
  3. Danni all’agricoltura: Coldiretti ha lanciato l’allarme per la compromissione delle colture ortofrutticole della zona, pesantemente colpite dalla ricaduta dei fumi tossici.

La Procura ha contestualmente disposto una perizia tecnica d’ufficio per accertare l’esatta dinamica dell’innesco e valutare l’entità definitiva del danno ambientale causato alla comunità sidicina. C’è poi un’altra domanda che tutti si pongono a Teano: che fine ha fatto la lettera di nomina con le prescrizioni e le tempistiche di attuazione di custode giudiziario consegnata dalla Procura al sindaco di Teano? Domanda sollevata anche in sede di Consiglio comunale e che non ha mai ancora ricevuto risposta. Non sappiamo nemmeno se la domanda assurse a dignità di nota nel verbale della relativa seduta di Consiglio Comunale.