Curiosità

L’insospettabile “Signore dei Rifiuti”: lo zozzone che riduce il cestino in discarica

Ma il vicinato non perdona: tutti pronti per lo “scatto d’oro”: chi è il fantasma della spazzatura?

TEANO (EZ) – A Teano, nel quartiere Vincenzo Mancini – che i nostalgici della toponomastica e la storicità dei luoghi chiamano ancora, comprensibilmente, via Orto Ceraso – è ufficialmente partita la caccia all’uomo, o meglio, alla sagoma. Non parliamo di un pericoloso latitante, ma di un insospettabile “esteta del degrado” che ha scambiato un modesto cestino comunale per la carta in una discarica privata d’alto bordo. Il fatto, che oscilla tra il grottesco e l’indecoroso, vede come protagonista un cittadino che, stando alle indiscrezioni, non avrebbe affatto l’aspetto del disperato alle prese con la Tari, bensì quello del benestante con il vizietto del sacchetto selvaggio.

Il modus operandi è quasi cinematografico: una passeggiata serale, l’aria distratta di chi ammira le stelle e poi, colpo di scena, il conferimento illecito. Dentro il povero secchiello pubblico finisce di tutto: avanzi di cena, plastica e persino il vetro, in una sorta di “all-you-can-dump” che sta mandando su tutte le furie il vicinato. Un residente giura di averne intravisto il profilo nel buio, confermando che si tratterebbe di un uomo dalla figura distinta, capace di trasformare una tranquilla aiuola con fontanina spartitraffico in un monumento all’inciviltà multi-materiale.

Ormai nel quartiere la tensione è palpabile e gli smartphone sono carichi, pronti a scattare la foto del secolo. Non si cerca il premio Pulitzer, ma la gloria locale e la soddisfazione di vedere finalmente smascherato il “signore dei rifiuti”. La cattura digitale dell’insospettabile zozzone non solo restituirebbe decoro alla zona, ma riabiliterebbe anche gli operatori della raccolta differenziata, spesso ingiustamente additati per quei cumuli di spazzatura che spuntano come funghi attorno alla fontanina. Una volta ottenuto lo scatto decisivo, la procedura è già tracciata: informativa alle autorità e un bel comitato d’accoglienza, sperando che una multa salata sia l’unico modo per far capire al facoltoso predatore di cestini che la carta va con la carta e la dignità, possibilmente, non va buttata insieme all’umido.

Sarebbe interessante scoprire se il soggetto in questione sia altrettanto creativo nella gestione delle sue finanze quanto lo è nel differenziare a modo suo; nel frattempo, vi terrò aggiornati se la “trappola” dovesse scattare nelle prossime ore.