Politica

Pile e medicinali scaduti all’intemperie: esempio di degrado in piazza Municipio

L’indifferenza a Teano sembra essere diventata la zavorra che trascina a fondo il decoro della città

TEANO (il Diretto & Redazione) – L’indifferenza ha un peso specifico, e a Teano sembra essere diventata la zavorra che trascina a fondo il decoro della città anche in quelle che sembrano – ma non lo sono – piccole cose. Succede di peggio, certo, ma succede anche questo: una gestione della raccolta delle pile usate che definire dilettantesca sarebbe un complimento.

Nel cuore della città, in piazza del Municipio che dovrebbe essere il biglietto da visita della comunità e il simbolo del governo locale, va in scena uno spettacolo di degrado. A pochi passi dall’ingresso della casa comunale, proprio sotto gli occhi di quegli amministratori che ogni giorno varcano quella soglia, ecco un nuovo esempio di approssimazione.

Di fronte alla storica Farmacia Mascia, su suolo pubblico, i contenitori per le pile esauste sono stati piazzati alla men peggio, in maniera rabberciata: piccoli cilindri di plastica fissati con del nastro adesivo ai corrimano, come se la tutela dell’ambiente fosse un lavoretto di bricolage mal riuscito.

È solare che tali supporti non siano minimamente idonei all’uso esterno: privi di coperchio, con le recenti piogge si sono trasformati in veri e propri calici di veleno, riempiendosi d’acqua fino all’orlo. Il risultato è una reazione chimica a cielo aperto: le batterie, immerse nel liquido, si sono arrugginite e hanno rilasciato acido, piombo e altri metalli pesanti in un cocktail micidiale che trabocca e si riversa sul marciapiede.

Qui, il paradosso diventa pericolo sanitario: i passanti calpestano inconsapevolmente questo liquame corrosivo, portandosi i residui tossici fin dentro le proprie abitazioni, mentre il resto scivola nelle caditoie, contaminando l’ambiente circostante con una facilità disarmante. Non va meglio poco più in là, dove i contenitori per i medicinali scaduti, installati con la medesima tecnica “attaccaticcia”, giacciono dimenticati e stracolmi, testimoni muti di uno svuotamento che non avviene da tempo immemore. In questa istantanea di incuria, non è solo il senso dell’estetica a uscirne martoriato in un luogo così centrale; è la funzione stessa delle istituzioni a venire meno.

Se il senso ecologico è sceso sotto lo zero, l’attenzione politica di chi dovrebbe vigilare sull’interesse pubblico e sul controllo del territorio segna uno “zero spaccato”. È inaccettabile che la tutela della salute e dell’ambiente sia affidata a un rotolo di nastro adesivo e alla speranza che non piova, mentre chi siede nel palazzo di fronte sembra aver smarrito la capacità di guardare oltre la propria scrivania.

[E se chi amministra e chi di competenza, per ignoranza e comodità, dovesse far finta di non leggere questi e altri appelli simili, ci costringerà a trasformare ogni nostro articolo in un esposto da inviare – a seconda dell’argomento – a raffica ogni volta a carabinieri, polizia, vigili urbani, Asl. NdR].