Politica

L’assurdo paradosso ecologico, tagliano bene le erbacce ma poi invadono le strade di sacchetti di plastica. Mancano i Porter

L’erba estirpata va raccolta immediatamente su piccoli Porter e non lasciata a marcire nella plastica

TEANO (EZ) – È un controsenso ecologico e pratico che lascia sbigottiti: la nuova ditta incaricata della raccolta differenziata procede al taglio delle erbacce lungo le vie cittadine, ma infila tutto in sacchi di plastica che abbandona per giorni sul ciglio della strada. La polemica non è rivolta agli operatori, che fanno un ottimo lavoro, ma nei confronti degli organizzatori del lavoro e della strapagata Ditta.

Il paradosso raggiunge il culmine con l’impiego di una quantità infinita di sacchetti di plastica: quella che dovrebbe essere “frazione umida” ossia le erbacce e rovi – riciclabili al cento per cento – finisce per trasformarsi in un accumulo di polimeri inquinanti. Questi sacchi, lasciati in bella mostra ai margini delle carreggiate, diventano spesso preda del vento o vengono squarciati dalle auto in transito, trasformando un’operazione di pulizia in un nuovo focolaio di degrado.

Sorge spontaneo rivolgersi direttamente al consigliere comunale con delega ai rifiuti e capogruppo della maggioranza Scoglio, Massimiliano Stefano: ma lei dove vive? Possibile che non si sia accorto di questo scempio? La gestione attuale somiglia sempre più a una “matassa imbrogliata” dove sembra mancare la logica più elementare: l’erba estirpata va raccolta immediatamente su piccoli mezzi di trasporto e conferita ai centri di smaltimento, non lasciata a marcire nella plastica.

A noi sono bastate due settimane di osservazione e un paio di scatti fotografici per comprendere che la soluzione risiede semplicemente nel dotare le squadre di un mezzo d’appoggio; ci chiediamo a quali conclusioni sia giunto lei dopo ben quattro anni dalla sua elezione.

Sia chiaro: il nostro non è un attacco ai lavoratori, che anzi si dimostrano capaci e sono apprezzati nei quartieri in cui operano. Il vero nodo della questione sono i mezzi – o meglio, la loro assenza. A fronte di costi esorbitanti e bollette della Tari sempre più pesanti per i cittadini, è doveroso verificare se la ditta affidataria disponga davvero delle attrezzature previste dal piano di lavoro.

Se nessuno nelle sedi istituzionali sembra intenzionato a farlo, eccezion fatta per qualche sanzione sporadica davanti a criticità ormai palesi, ci assumeremo noi l’onere di passare al setaccio il capitolato d’appalto, pagina dopo pagina, per verificare la corrispondenza tra gli impegni assunti e il servizio effettivamente reso alla città. E lo faremo senza sconti.