Cronaca bianca Politica

Via 26 Ottobre per 3 giorni inutilmente ostaggio di una “Ordinanza Fantasma”

Un quartiere paralizzato per difetti di comunicazione e controlli in campo. Zero coordinamento tra Ufficio tecnico, Comando vigili e amministrazione comunale

TEANO Un’ordinanza che vieta, cartelli che sbarrano, ma un cantiere che non apre su una strada devastata dal passaggio della fibra ottica È questa la fotografia surreale di Via 26 Ottobre a Teano dove la quotidianità di residenti e commercianti è tenuta in scacco dalla n. 24 del 2026. Un atto amministrativo che sembra aver perso ogni contatto con la realtà dei fatti. Un intero quartiere inutilmente paralizzato per 3 giorno, dal 2 marzo a oggi, 4 marzo 2026 ma i lavori paventati non sono stati eseguiti.

Lì, dopo le opere cosiddette di “sfrattonamento” ossia graffiatura dell’asfalto, sarebbe dovuta intervenire la ditta incaricata da Open Fibe per la posa del tappetino bituminoso finale: lo chiamano ripristino definitivo. Nonostante l’enfasi posta sulle necessità tecniche e sui lavori legati alla fibra ottica, i cittadini si ritrovano a subire limitazioni alla sosta e disagi alla circolazione per un intervento che appare “congelato”. A quanto pare tutto è stato congelato per le opere di sfrattonamento ritenute non sufficietemente profonde. Ipotizziamo. Se è così, va ancora bene. Ma allora perchè il Comando vigili nonché l’Ufficio tecnico non hanno fatto annullare l’Ordinanza.

Un paradosso burocratico che trasforma una delle arterie principali della città in una zona di divieti ingiustificati, alimentando il senso di abbandono e la frustrazione dei contribuenti. Dietro questa ordinanza che un cittadino del posto definisce “farlocca”, c’è da registrate il silenzio e la disattenzione della politica locale: di questi ripristini fu detto in Consiglio comunale ultimo scorso.  Nonostante il mancato avvio (o il blocco) dei lavori, non è stata fornita alcuna comunicazione ufficiale e non è stato strappato il manifesto di proibizione. Il cronoprogramma è saltato, ma il divieto resta, come un monumento all’inefficienza o perchè nessuno si è accorto dell’accaduto.

Il tempo e lo spazio pubblico sono beni comuni. Sottrarre parcheggi e libertà di movimento senza un cantiere attivo è una forma di “dispotismo amministrativo” che mina il patto di fiducia tra istituzioni e comunità. Si assiste a un divario inaccettabile tra l’autorevolezza rivendicata dai ruoli tecnici e l’incapacità di gestire un semplice coordinamento dei lavori sul campo.

Per questa cosa il giornale si trasforma in associazione, comitato, movimento cittadino, partito politico e procede così: si diffida l’Amministrazione Comunale e l’Ufficio Tecnico e il comando Vigili urbani – anche se siamo alle ore 17 di oggi 4 marzo 2026 – a procedere con la revoca immediata dell’ordinanza. La trasparenza non è un optional: è un dovere professionale che non può essere sostituito dal silenzio o dallo sbandieramento dei titoli accademici che diventano poca cosa se poi per caso non si dovessero tradurre in efficienza gestionale. Visto che a Teano tutti dormono, questo giornale rognoso monitorerà con attenzione l’evolversi della situazione, pronta a portare la protesta nelle sedi opportune qualora il “fantasma” del cantiere continuasse a infestare l’ingresso nord di Teano.