Teano, tasse al massimo e stile al minimo: dal «Ti sbatto fuori» alla metafora del cancro, il declino del dibattito consiliare
Report senza censure della seduta del 26 febbraio 2026, con la minoranza sdegnata che abbandona l’aula
TEANO (Elio Zanni) – Tammaro Vs Zarone: «Consigliere la sbatto fuori: la sbatto fuori». Zanni a Camasso: «Carissima consigliera sulla questione dei commercianti, se vogliamo fare propaganda… la facciamo». Matano dopo l’intervento di D’Andrea: «La ringrazio del suo intervento… retorico». L’epilogo: la minoranza unita, per protesta, abbandona l’aula e Scoglio surclassa Tammaro e interviene su D’Andrea: «Consigliera non le consento di interrompere, ma se vuole se ne vada pure». Teano. Fatti e parole della politica locale: che eleganza, che garbo!
Non ci si capisce niente? Calma e sangue freddo, un argomento per volta e sarà tutto più chiaro; speriamo. Stavolta lo riportiamo così il Consiglio comunale di Teano: per flash, con le frasi shock e le parole incredibili pronunciate sulla casa Comunale, che fanno strabuzzare gli occhi ma che in compenso rendono perfettamente l’idea del livello politico raggiunto da certi nostri rappresentanti nell’ultima e più recente seduta di Consiglio comunale di Teano: avvilente.

È la seduta del 26 febbraio 2026, con il presidente del Consiglio Pasqualino Tammaro (quello che «Poi se mi devo mettere la mazza qua vicino me, la posso anche mettere») urla ancora una volta in testa a un attento, attivo e storico consigliere comunale, appartenente al gruppo “SiAmo Teano”, Marco Zarone, ex capogruppo. Tammaro alza la voce e profferisce frasi a nostro avviso mortificanti per la persona, l’uomo, il politico, il luogo e i rispettivi ruoli istituzionali. Verbatim: «Consigliere la sbatto fuori, la sbatto fuori». Ripetuto per due volte. Frasi che ci è capitato di sentire dalla bocca dei buttafuori di scalcinati nightclub nei confronti di clienti cialtroni, nelle osterie, tra scaricatori di porto, ma mai in un Civico consesso. Zarone troppo sbigottito tenta di rispondere: «Presidente, ma si rende conto di quello che dice? Ma sta bene? Ma mi faccia il piacere; come diceva Totò». Chissà cos’altro vorrebbe dire, ma sua educazione glielo impedisce.
Per la cronaca, Zarone stava solo rinfacciando – ironicamente – al sindaco Scoglio di aver usato con una frequenza assillante, ossessiva, paranoica la parola «obbligato, obbligato, obbligato…» nel tentativo di rafforzare la sua tesi – opinabile – sulla inevitabilità di continuare a svuotare le tasche dei cittadini tenendo anche per 2026 le tasse comunali alle stelle. All’ordine del giorno si leggeva Imu e Irpef.
Più avanti il teatrino politico di palazzo San Francesco ci regalerà un’altra scena grottesca. La capogruppo di Siamo Teano, Luana Camasso, dopo essersi spesa non poco nel tentativo di indicare per senso civico «criticità tecnico-giuridiche che potrebbero esporre l’Ente a contenziosi tributari e a rilievi da parte della Corte dei Conti» preannunciando il voto contrario, sul finale riflette sull’imbarazzo nel quale si sarebbe trovato da lì a poco il consigliere delegato al commercio nel votare questo genere di aliquote che sfiancano i commercianti, mentre si propone pure di arrivare al Consiglio provinciale. Pura analisi politica, 2messaggi” che verranno letti puntualmente per il verso sbagliato.

Infatti, Guido Zanni (delegato al commercio ex rivoluzionario dell’amministrazione Scoglio) la prende sul personale e replica, quasi come se lo avessero seduto nudo sui carboni ardenti: «Carissima consigliera – dice – sulla questione dei commercianti, se poi vogliamo fare propaganda… la facciamo pure». Camasso non ci sta e gli ricorda che «questa minoranza ha votato a favore della costituzione del Distretto commerciale. E avendo partecipato alla presentazione del progetto esposto alla Fiera Campionaria: stiamo ancora aspettando di vedere qualche risultato». Beh, che dire, Zanni se l’è proprio cercata: mai tentare di limitare l’esposizione delle proprie idee a un consigliere comunale di minoranza. In maggioranza è diverso: lì devi solo alzare la mano per dire sì.
Non è finita. Due tentativi di ammutolire la minoranza si verificheranno anche nei confronti della Consigliera Maria Paola D’Andrea, proprio perché aveva criticato la tesi d’ineluttabilità delle aliquote perennemente alle stelle con una serie di indicazioni: «Ma perché non provate a ridurre la spesa, per esempio – dice D’Andrea – Che dire poi della Società profumatamente pagata per gli accertamenti Imu e degli innumerevoli errori commessi e delle cartelle sbagliate e del fatto che si consenta a personale esterno, della stessa società degli accertamenti, di interloquire in Comune direttamente con i cittadini?». Qualcuno si accorge che la seduta sta prendendo una piega molto “notiziabile” ed ecco che scatta in piedi una “guardia del corpo” di Scoglio.

Marco Matano, che però nel tentativo di fornire una sua interpretazione – a suo dire autentica e secondo noi edulcorata – dell’accaduto non fa altro che gettare benzina sul fuoco con una provocazione. Prima definisce l’intervento di D’Andrea “retorico” e poi rincara pure la dose: «Volete diminuire le tariffe? E allora su, su avanti; dateci delle idee, diteci voi come ridurre il disavanzo». Botta e risposta, D’Andrea: «Ma con che coraggio ci invitate ora a partecipare? Non vi sembra che sia un po’ troppo tardi, stasera, prima del voto? Osate chiederci un voto a favore quando non avete avuto nemmeno l’accortezza d’istituire una Commissione comunale per discutere prima di argomenti così devastanti per la vita dei cittadini e dei commercianti?».
Volano gli stracci, ma si ha quasi l’impressione (e per quanto ci riguarda non abbiamo dubbi) che sia un effetto cortina fumogena inscenato dalla maggioranza Scoglio per coprire la vergogna delle tasse comunali che permangono disumane, così come negli ultimi quattro anni, anche per il 2026 ai massimi livelli. La seduta sta per finire ma sfiancata dagli insulti, la minoranza – e quindi anche Daniela Mignacco e Nino Cataldo – per protesta si alza e se ne va. Abbandona l’aula, mentre Scoglio fa l’ennesima uscita politica infelice alludendo ironico a un convegno da indire a Teano sul tema «il cancro uccide». Una sua poco elegante metafora – per nulla gradita dalla minoranza – all’impossibilità per la sua amministrazione di ridurre anche solo di un centesimo le tasse comunali.
Ci permetterete di soffermarci sullo scoglio-pensiero. Bene, per fortuna dell’intero genere umano (e quanti dal cancro si sono salvati), secondo noi non è vera nessuna delle sue due affermazioni. Infatti: non sempre il cancro uccide e non è affatto detto che non esistano mezzi, sistemi e strategie amministrativistiche per pensare di ridurre tasse, imposte e contributi anche in un Comune in regime di riequilibrio finanziario pluriennale. Di sistemi, di strade da percorrere verso una riduzione delle tasse ve ne sarebbero tante, tantissime, solo che questa maggioranza non si è dimostrata in grado, in quattro anni, di imboccarne nemmeno una giusta. E così i coscritti politici di Scoglio quando si parla di Tasse s’incattiviscono. E partono gli insulti verso il “nemico”, chi non tace, verso il consigliere che non abbassa la testa, verso chi accenna anche alle più semplici e democratiche delle obiezioni. Verso certi giornali che non si fatto i fatti loro.
Finale col botto. C’è da temere che sarà sempre peggio se la nostra impressione è quella giusta. E cioè, che la maggioranza al potere abbia maturato la netta convinzione che una sua rielezione non dipenda dalla qualità della gestione amministrativa dei 5 anni, dai servizi offerti e quelli negati ai cittadini e dal livello di tasse, imposte e contributi, ma solo ed esclusivamente… dagli accordi interni di partito. Peccato che tutte le amministrazione cadute storicamente in maniera catastrofica, anche nel recente passato, a Teano avevano raggiunto la stessa identica convinzione.






