Rifiuti rogo Palmieri: bloccato ferravecchi, ma operava su particella non sequestrata
Secondo episodio in un mese. Massima allerta dei residenti, ma le videocamere di sicurezza dove sono?
TEANO (EZ) –Ancora un camion sorpreso a prelevare materiale vario, anche ferroso, nei pressi rogo Campania Energia a Teano. I fatti sono accaduti questa mattina, 14 marzo, intorno alle 10. Il trambusto, la polvere e il mezzo perfettamente in vista hanno fatto scattare immediatamente la segnalazione. Si tratta del secondo episodio del genere dopo quello 13 febbraio 2026.
L’allarme è stato lanciato questa mattina da alcuni residenti della borgata Palmieri (sulla SP192, lungo la strada Teano-Vairano), che hanno visto un grosso camion avvicinarsi nei dintorni dell’area già interessata dal disastroso incendio del 16 agosto 2025. Subito sono intervenuti gli uomini della Polizia municipale agli ordini del Comandante, Vincenzo Di Rosa. A scena ferma sono stati eseguiti alcuni controlli formali, burocratici o orografici dai quali è emerso che i prelievi avvenivano su una particella non soggetta del sequestro della Procura.
L’altro episodio similare risale ad appena un mese fa. Anche a marzo gli agenti sono riusciti ad arrivare sul posto in tempo utile, operando l’identificazione delle persone al lavoro e avviando indagini mirate. Tutto bene, quel che finisce bene? Effettivamente, in parte, si. Ma come non ammettere che occorra in ogni caso ringraziare il senso civico dei residenti? Come non riflette sul fatto su un sito di siffatta importanza (ancora sottoposto a sequestro e con indagini e analisi visive e chimiche in corso) non si vede l’ombra di videocamere di sicurezza.
Anzi, secondo noi, queste ormai diffusissime videocamere di sorveglianza che funzionano anche con una scheda telefonica avrebbero potuto essere installate lì in località Palmieri (con una spesa ridicola) fin dal giorno dopo il primo sequestro (maggio 2025) sul sito ancora gonfio di gomma e plastica. Parliamo del sequestro operato, due mesi prima del rogo, dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, che poi notificò seduta stante almeno un paio di affidamenti dell’area ad altrettanti custodi giudiziari; ora indagati.






