Assolti due agenti di Polizia per «Non aver commesso il fatto» del 6 aprile 2020
Erano accusati, relativamente al pestaggio di detenuti, di reati gravissimi: tortura, lesioni e abuso di autorità
GIUDIZIARIA (ez) – Arrivano le prime sentenze nel complesso iter giudiziario sui fatti del carcere “Francesco Uccella“: il giudice Pasquale D’Angelo ha assolto con formula piena, «per non aver commesso il fatto», gli agenti di polizia penitenziaria Vittorio Vinciguerra e Angelo Di Costanzo.
I due poliziotti, rispettivamente di 50 e 56 anni, erano accusati di reati gravissimi tra cui tortura, lesioni e abuso di autorità in relazione ai pestaggi avvenuti il 6 aprile 2020, all’indomani della protesta dei detenuti. Nonostante le pesanti richieste di condanna formulate dalla Procura – 6 anni e 6 mesi per Di Costanzo e 3 anni per Vinciguerra – la difesa, sostenuta dai legali Mauro Iodice e Gerardo Marocco, è riuscita a scardinare l’impianto accusatorio attraverso l’analisi dei filmati di sorveglianza.
Le prove video hanno infatti dimostrato che, nel momento in cui si consumavano le violenze, i due imputati non si trovavano nei reparti teatro dei fatti, smentendo così le testimonianze che li avevano inizialmente identificati come responsabili. La sentenza di assoluzione emessa al termine del rito abbreviato segna un punto di svolta rispetto alla maxi-inchiesta del 2021 che aveva portato a 52 misure cautelari e che vede tuttora coinvolti 105 imputati nel filone ordinario, tra cui vertici dell’amministrazione penitenziaria accusati anche di depistaggio e falso.
Restano dunque a bocca asciutta le 82 parti civili che avevano richiesto risarcimenti milionari, mentre il processo principale prosegue nell’aula-bunker della struttura sammaritana per far luce su una delle pagine più drammatiche della cronaca carceraria italiana.






