ARCHEOLOGIA

Straordinario ritrovamento archeologico nelle campagne di Sessa Aurunca: uno scudo di epoca romana della dea Atena

Il reperto è di eccezionale valore. Il serpente al centro rappresenterebbe Eritonio, figlio della Terra

SESSA AURUNCA (elzan) – Il reperto, individuato a marzo del 2026 da Luca Mennillo – imprenditore e studioso locale già noto per aver rinvenuto in passato l’epigrafe di Mamiliano Crispino – rappresenta un tassello fondamentale per la ricostruzione storica del territorio.

Luca Mennillo

Secondo le prime analisi, lo scudo non sarebbe un elemento isolato ma parte integrante di una statua monumentale, forse trafugata anni fa dai predatori di reperti archeologici che operano nell’area aurunca e domiziana.

A confermare l’identificazione iconografica con la dea Atena sono tre dettagli inequivocabili: la presenza delle dita di una mano ancora ancorate al bordo superiore, l’immagine centrale della Medusa e, nella parte interna, la figura di un serpente. Quest’ultimo rappresenterebbe Eritonio, figlio della Terra protetto dalla dea e simbolo del legame tra divinità e origini della civiltà.

Gli studiosi ipotizzano che l’opera originale potesse costituire una decorazione scenica o un omaggio celebrativo alla sapienza e alla vittoria militare, originariamente esposta nel teatro o nell’anfiteatro della zona.

L’oggetto è stato prontamente consegnato alla stazione dei Carabinieri di Sessa Aurunca e sarà presto preso in carico dal Comando di Tutela del Patrimonio Culturale dell’Arma.

Dopo le necessarie operazioni di restauro e lo studio scientifico volto a ricostruirne la provenienza esatta, il reperto troverà la sua collocazione definitiva presso il Museo Archeologico di Sessa Aurunca, restituendo così alla comunità un pezzo prezioso della sua identità storica.