Politica

Panchine bianche, trasparenza nera: il “vizietto” della opacità amministrativa

Il monito dell’Anac resta inascoltato: si tagliano i nastri ma mancano Cig, autorizzazioni e determine

TEANO (ez) – Eccole lì. Anche a Teano sono arrivate le “panchine letterarie”: quattro. Non sono una novità; furono introdotte già dodici anni fa a Londra e poi, per spirito di emulazione (ma alla ragguardevole cifra di circa 5.000 euro al pezzo), si sono diffuse alla velocità di un virus, sono approdate in tantissime altre città dell’italico Stivale. A noi l’idea di migliorare l’arredo urbano – la chiamano rigenerazione – piace moltissimo e non intendiamo soffermarci su quelle sedute bianche che molti ritengono scomode e non giudichiamo non avendole nemmeno provate. Non ne vogliamo parlare se non per il fatto che le riteniamo il simbolo perfetto di un’ipocrisia politica e di una contraddizione evidente: la loro inaugurazione induce a pensare a un operazione di propaganda politica. E le procedure adottate e non rese note per l’installazione? Ecco la conferma di quel “vizietto” mai smesso chiamato opacità amministrativa.

E allora, proviamo a leggere dietro quelle panchine, non sopra. Cominciamo col dire, per chi se ne fosse già dimenticato, che questa amministrazione – la quale ha solo piazzato le panchine di Garibaldi con fondi pubblici vincolati – è la stessa che “svendette” dividendola metà la paternità del nostro Storico Incontro alla città di Vairano Patenora alla quale riconobbe il ruolo primario. Riteniamo, dunque, che la vera inaugurazione sarebbe stata quella di fare ammenda di questo, fare pubblicamente a pezzi il “protocollo della vergogna” proprio su quelle panchine, ammettendo alla maniera di Fracchia: «Cittadini, siamo pentiti, quell’intesa è stata una cagata pazzesca».

E la propaganda? I fondi sono arrivati al Comune di Teano, non solo alla maggioranza, bensì all’intera amministrazione comunale. E allora perché all’inaugurazione non è stata invitata l’altra metà del paese, ovvero la minoranza consiliare? Ci piacerebbe sbagliare, ma a noi risulta che non sia partito alcun invito. Diteci: con i soldi della collettività, può un ristretto gruppo di politici locali inaugurare quattro panchine a un anno dal rinnovo del Consiglio comunale senza destare il sospetto che si tratti di pura propaganda elettorale?

La conferma del vizietto dell’opacità amministrativa è poi il colmo. Dal 21 marzo 2026 a oggi, 7 aprile 2026, non vi è ancora traccia di atti pubblici o documenti riguardanti l’acquisto, il nome della ditta o dell’operatore economico incaricato dell’installazione. Sull’Albo Pretorio la sezione “Amministrazione Trasparente” piange, a discapito del diritto dei cittadini di conoscere le cose per tempo, magari per proporre alternative o per convincersi che non si potesse fare di meglio.

Dove sono le determine di acquisto e di installazione? Prima o poi potrebbero apparire, ma la tempistica di pubblicazione non è un optional da usare come la famosa “carta bianca” di Totò. I tempi di pubblicazione per le determine di incarico nelle pubbliche amministrazioni sono regolati dal D.lgs. n. 33/2013 (Decreto Trasparenza) e dai successivi aggiornamenti dell’ANAC.

Vediamoli insieme questi punti che a Teano sembrano trascurabili. In primo luogo, la pubblicazione immediata: i provvedimenti devono essere pubblicati tempestivamente, solitamente entro 15 giorni dall’atto, per garantire la pubblicità legale. Segue la durata della pubblicazione: i documenti devono restare sul sito per cinque anni. Infine, l’obbligo di tempestività: la mancata o tardiva pubblicazione può comportare sanzioni amministrative a carico del dirigente responsabile.

L’Autorità Anticorruzione ha già richiamato sonoramente Teano per la violazione del Decreto Trasparenza. Ma anche l’ANAC, alla fine, si è fermata alle parole, “all’italiana”. A noi questo approccio non piace e cercheremo di saperne di più. Non è giusto che a oggi non sia dato sapere l’importo esatto dell’aggiudicazione, al netto e al lordo dell’IVA. Né è dato conoscere il Codice Identificativo Gara (CIG), necessario per la tracciabilità dei flussi finanziari. In termini tecnici: se la determina non è pubblicata, l’atto non produce effetti giuridici e il pagamento al fornitore potrebbe essere considerato irregolare.

Non abbiamo nemmeno visto: il nullaosta della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Infatti, sebbene le panchine siano “mobili”, il loro posizionamento modifica l’estetica di uno spazio pubblico vincolato; il colore bianco e le scritte devono essere approvati per non contrastare con il decoro architettonico.

Attendiamo di vedere il parere preventivo della Commissione Edilizia o Paesaggistica, volto a garantire la coerenza con il Piano del colore. Siamo certi che, tra gli allegati, troveremo anche il parere del Comando dei Vigili Urbani con il nullaosta rispetto ai vincoli del Codice della Strada. Come vedete, amministrare non è così semplice, non basta indossare un caschetto col cantiere perfettamente alle spalle e nemmeno inaugurare delle panchine. Restiamo in attesa di leggere le carte, con ansia, poi ne riparliamo.