Pieno diritto di cronaca. Caso Sangiuliano – Boccia: il Tribunale archivia l’inchiesta sui giornalisti della redazione di Report
La pronuncia è anche la riabilitazione totale del lavoro giornalistico e della funzione sociale dell’informazione
FATTI & PERSONE SENZA CONFINI ( di Elio Zanni ) – Con l’ordinanza depositata il 9 aprile 2026, il Tribunale di Roma pone il sigillo definitivo sull’affaire Sangiuliano-Boccia, sancendo la piena legittimità dell’operato giornalistico e archiviando le accuse contro Sigfrido Ranucci e Luca Bertazzoni.
Infatti, il Giudice per le Indagini Preliminari, Rosamaria De Lellis, ha dichiarato inammissibile l’opposizione presentata da Gennaro Sangiuliano e Federica Corsini, confermando l’assenza di qualsiasi intento criminoso da parte della redazione di Report. Era solo l’esercizio di un diritto che sta sulle scatole alla maggior parte dei politici, certi politici di sinistra (in particolare del finto Pd), di centro e di destra: il Diritto di cronaca.
La vicenda, nata dalla diffusione di un frammento audio di una conversazione privata tra l’ex Ministro e la moglie, ha rivelato una complessa trama orchestrata da Maria Rosaria Boccia: il giudice ha infatti evidenziato come la donna avesse agito nell’ambito di una “strategia criminosa” volta a generare scandalo mediatico, omettendo deliberatamente di riferire ai cronisti le modalità illecite con cui l’audio era stato captato.
Tale reticenza era frutto di un preciso calcolo, nato dopo il rifiuto del giornalista Luca Telese che, avvisato della natura del materiale, ne aveva declinato la pubblicazione. Nonostante i tentativi della difesa di sollecitare indagini suppletive su dispositivi informatici e audizioni parlamentari, il Gip ha ritenuto tali istanze del tutto inidonee a ribaltare la realtà dei fatti, sottolineando come perfino gli stessi coniugi avessero inizialmente taciuto dettagli cruciali sulla genesi della registrazione.
In ultima analisi, la sentenza riabilita integralmente la funzione sociale dell’informazione: la messa in onda dell’audio è stata riconosciuta come una legittima espressione del diritto di cronaca, condotta nel pieno rispetto dei canoni di veridicità, continenza espositiva e rilevanza pubblica, ribadendo che il dovere di informare prevale laddove il giornalista agisca in buona fede per documentare fatti di oggettivo interesse collettivo.






