Giudiziaria

Inchiesta al Comune: la Giunta dà l’OK alla difesa legale dei dipendenti ai quali pagherà le spese in caso di assoluzione

Sottoposizione a Procedimento Penale 2026/501613 Ignoti RGNR pendente presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale Di Santa Maria C.V.

TEANO / LA DELIBERA DELLA SETTIMANA (di Elio Zanni) – [Le delibere comunali sono spesso scritte in un “burocratese” tecnico e formale, un linguaggio fatto di riferimenti normativi e termini arcaici necessario per dare valore legale all’atto. Questo stile, però, crea spesso una barriera tra l’amministrazione e i cittadini, trasformando decisioni che riguardano la comunità in testi difficili da decifrare. Noi tenteremo di volta in volta di capire e magari far capire. Potremmo commettere anche noi degli errori di interpretazione, ma intanto ci proviamo].

In questo caso: due dipendenti comunali sono finiti sotto indagine in un procedimento penale della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Poiché i fatti contestati sono avvenuti mentre stavano svolgendo il loro lavoro per il Comune, i dipendenti hanno chiesto all’Ente di poter usufruire del patrocinio legale. In parole povere: hanno chiesto al Comune di “approvare” la scelta dei loro avvocati e, in futuro, di pagare le spese della difesa.

Stellato e Cerro

La Giunta ha dato il suo ok (ovvero un via libera formale) alla nomina dei due avvocati scelti dai dipendenti (l’avv. Pietro Cerro e l’avv. Giuseppe Stellato). Ma attenzione, come si evince sempre dalla Deliberazione in analisi 45 del 2 aprile 2026, la decisione della “condivisione” non è un assegno in bianco. La Giunta ha, infatti, stabilito che: accetta i nomi degli avvocati esenti da conflitto di interessi e ammette che i dipendenti sono indagati per questioni legate ai loro compiti d’ufficio.

Il punto cruciale sarebbe: chi paga? Qui la delibera tira in ballo le casse dell’Ente. E quindi nessun anticipo. I dipendenti probabilmente (dipende dai patti che faranno con i rispettivi legali) e per il momento si pagheranno la difesa da soli. Ripetiamo: per il momento. Il Comune restituirà poi i soldi ai dipendenti solo se, alla fine del processo, saranno dichiarati innocenti (assoluzione o archiviazione).

Chi paga gli avvocati

A qualcuno sembrerà una stranezza o una concessione: ma come, il dipendente va sotto inchiesta e il comune paga gli avvocati prescelti? In realtà il Comune è obbligato per legge (dal Contratto Nazionale del Lavoro) a difendere i propri dipendenti se finiscono nei guai per motivi di lavoro, a patto che non abbiano agito contro l’interesse dell’Ente stesso. Con questo atto, la Giunta dice: «Siamo d’accordo sugli avvocati che avete scelto. Se alla fine risulterete innocenti, vi rimborseremo le spese, ma solo nei limiti minimi di legge e senza anticipare nulla oggi».

Per chiarezza e dovere di cronaca – come diciamo sempre noi – la delibera cita un numero di procedimento penale contro “ignoti”. Questo significa che l’indagine è ancora in una fase iniziale o che il fascicolo era nato senza nomi, ma poi i dipendenti (identificabili solo attraverso un numero interno) hanno ricevuto atti che li riguardano. Per inciso: sottoposizione a Procedimento Penale 2026/501613 Ignoti RGNR pendente presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale Di Santa Maria C.V.

L’enigma: perchè non è stato proposto l’avvocato interno?

A noi, in tutta franchezza, quello che salta agli occhi è il fatto che Comune di Teano sia in una situazione di riequilibrio finanziario (nel privato, a fronte di crediti non riscossi si parlerebbe di “piano di rientro” economico), e per questo, per esempio, tanto per cominciare, il rimborso non sarà libero, ma limitato alle tariffe minime previste dalla legge. Non è un caso, fa parte di una logica. Sulla stessa traccia rimane l’enigma più grosso e curioso dal punto di vista amministrativistico e politico. Visto che il Comune di Teano è dotato di un avvocato diciamo, in termini impropri e medici, “a largo spettro” che si occuperebbe cioè di questioni tributarie, amministrative e Penali, la Giunta ha pensato sì oppure no di proporre ai due dipendenti la difesa – tanto per capirci – “d’Ufficio”; ossia in house, con risorse interne?

Certo, per ragioni imponderabili, una simile proposta poteva essere anche rifiutata dai diretti interessati ma, intanto, ci chiediamo: era possibile formularla o meglio: è stata avanzata dalla Giunta? Non andiamo oltre per evitare di analizzare il fatto che in caso di rifiuto dell’avvocato interno (scelta logica, da padre di famiglia e da aziendalista, viste le situazioni di Cassa) avrebbe potuto inficiare la scelta autonoma degli studi legali esterni Stellato e Cerro. Di fronte alle scelte già fatte riteniamo solo che l’Amministrazione comunale da adesso in poi non dovrebbe più lamentarsi delle pessime situazioni economiche dell’Ente rivolgendo continuamente lo sguardo e l’indice accusatorio a un passato considerato remoto e che invece ormai gli appartiene.