Inchieste

Nelle mani del Papa il caso delle «Opere edili irregolari nel Convento di Santa Reparata» e delle Ordinanze mai eseguite

La situazione precipita. La Procura ha aperto 5 procedimenti penali nell’ambito dei quali risulterebbe notificato un avviso di garanzia anche al Sindaco

TEANO (Elio Zanni) – Un dettagliato esposto è stato indirizzato a Sua Santità Papa Leone XIV, al Nunzio Apostolico in Italia, S.E.R. Mons. Edgar Peña Parra, e alla Segreteria di Stato Vaticana, nella persona del Cardinale Pietro Parolin, per denunciare – alla luce di specifiche ordinanze sindacali e non sulla scorta di mere opinioni di parte – una serie di gravi irregolarità edilizie e igienico-sanitarie legate alla struttura del Convento di Santa Reparata a Teano. Si tratta, infatti, di abusi avverso i quali lo stesso Comune di Teano provvide a emettere ordinanze di abbattimento che, tuttavia, non sono mai state fatte rispettare, ovvero non sono mai state poste in essere dai diretti interessati; fino a oggi che scriviamo 12 aprile 2026.

L’istanza, firmata dal rappresentante di oltre cento residenti del “Parco Santa Reparata” (un complesso di 28 villette), sollecita un intervento ispettivo urgente di Sua Santità sulla gestione della struttura e delle relative contestazioni da parte dei Padri Redentoristi. Al cuore della denuncia scritta vi è il mancato rispetto di almeno tre Ordinanze sindacali-comunali emesse a settembre 2025: atti amministrativi volti alla tutela dell’interesse pubblico che, come sottolineato nell’esposto, sono rimasti finora non ottemperate. Tra le opere contestate spiccano una tettoia con struttura bullonata, di cui era già stata ordinata la demolizione, e un muro di contenimento in cemento armato dichiarato irregolare e potenzialmente pericoloso perché visibilmente sgretolato dal lato del parco. In questo caso esiste un’evidenza professionale terza e pubblica: un verbale dei Vigili del Fuoco di Caserta che, in seguito a un sopralluogo, avrebbe riscontrato l’ossidazione del ferro d’armatura e indicato la necessità di una «messa in sicurezza a tutela dell’incolumità pubblica».

Particolarmente critica è inoltre la situazione del sistema fognario: l’impianto, definito non a norma, convoglierebbe le acque nere nelle caditoie destinate alle piovane. Una commistione che a detta degli esperti all’opera provoca infiltrazioni di liquami nelle fondamenta e nei seminterrati delle abitazioni adiacenti, con gravi rischi sanitari certificati dall’Asl Caserta: altra evidenza terza e pubblica. E a proposito di questioni di rilevanza pubblica: la vicenda è già al vaglio della Procura di Santa Maria Capua Vetere, che ha aperto cinque (5) procedimenti penali nell’ambito dei quali risulterebbe notificato un avviso di garanzia anche al sindaco Scoglio di Teano.

Oltre ai profili legali, l’esposto solleva una inedita quanto profonda questione etica, stigmatizzando (ma quasi come un’invocazione umana e cristiana) l’atteggiamento definito «ostile e inerte» dei religiosi verso le richieste dei condomini del parco attiguo al Convento e delle autorità locali. Tale comportamento viene descritto nella lettera al Pontefice come incompatibile non solo con le leggi dello Stato, ma anche in grado di provocare nel tempo uno scollamento tra la comunità dei fedeli e l’istituzione religiosa. L’appello si conclude con gli estensori che chiedono al Papa «un accertamento formale per ripristinare la legalità e la giustizia sociale».

Per correttezza deontologica e dovere d’informazione – come raccomanda Monsignor Fortunatus Nwachukwu nel suo libro “Parola Abusata”, presentato di recente al Convento di Santa Caterina a Teano retto dalla Badessa suor Maria Benedetta – riportiamo qui per equità espositiva la nota giunta dalla Congregazione del Santissimo Redentore. La consideriamo una vera e propria risposta a quanto esposto finora. In essa il Segretario Generale, Edward Chacón, C.Ss.R., ha assicurato che la segnalazione è stata accolta con attenzione, precisando tuttavia che, «trattandosi di questioni oggetto di procedimenti giudiziari in corso, è necessario rispettare il lavoro delle autorità competenti per favorire un sereno accertamento dei fatti». Tale dichiarazione appare, dal nostro punto di vista, un classico esempio di linguaggio diplomatico e prudenziale: al momento, infatti, i Redentoristi non confermerebbero l’intenzione di abbattere le opere, mantenendo una posizione di “attesa attiva” che sembra mettere in dubbio persino le ordinanze sindacali. Sul luogo dei fatti – Parco e Convento di santa Reparata – si registra l’ultima verifica eseguita la scorsa settimana dal Comando dei Vigili Urbani di Teano.

Per inciso, la speranza di tutti (non solo dei cento residenti del Parco che sopportano da anni una serie di disagi a partire dalle lamentate infiltrazioni fognarie) anche degli osservatori esteri e persino di chi scrive, è che si addivenga a un momento di pacificazione ragionata. La speranza è quella che la Congregazione affretti i suoi accertamenti interni, servendosi di seri professionisti del settore edile e se lo ritenga opportuno, nel rispetto delle leggi e dei codici interni, riporti i luoghi allo stato originario; se questi sono da ripristinare e non vi sia un’altra versione dei fatti: quella dei frati. Versione per la quale lasciamo un canale aperto, ma che per il momento non emerge chiaramente nemmeno dalle risposte ufficiali fornite.