Cronaca nera Economia

Come un spettro del passato La Giovane Coltivatrice torna in cronaca, accusata di abusi edilizi: ordinanza di demolizione

Permesso a Costruire e autorizzazioni sismiche mai ottenuti, violazione distanze dai confini stradali, locale tecnico sprovvisto di ogni titolo abilitativo

TEANO (ez – retenews24@gmail.com) – Come uno spettro che torna dal passato industriale dell’Alto casertano e che fa ancora paura, torna in cronaca un nome che ci ricorda, per località di ubicazione e storia, il rogo tossico nel quartiere “I Palmieri”. Un nome che ci riporta al disastro della nube tossica di Campania Energia. Si tratta di “La Giovane Coltivatrice”, nata anni 70, dall’idea di un gruppo di agricoltori locali, all’epoca vicinissimi alla Democrazia Cristiana. Riferendosi alla vecchia denominazione (ma purtroppo introducendo un involontario refuso: Giovane Coltivatrice invece che LA GIOVANE COLTIVATRICE) il Comune di Teano ha emesso l’ordinanza n. 54 di ieri 16 aprile 2026, firmata dal Responsabile del procedimento, il geom. Tullio Izzo, e dal Responsabile d’area, l’ing. Carmen De Crescenzo, che impone l’immediato abbattimento di diverse strutture abusive realizzate presso l’ex stabilimento agricolo “Giovane Coltivatrice” [leggasi La Giovane Coltivatrice NdR).

Il provvedimento nasce, evidentemente, da una serie di accertamenti corroborati dai sopralluoghi effettuati lo scorso 8 gennaio 2025, che hanno visto la partecipazione dei Carabinieri Forestali della Stazione di Roccamonfina – rappresentati dal Maresciallo Giuseppina Casertano, dal Vice Brigadiere Claudio Sciaudone e dai Carabinieri Rodolfo Colangelo e Felice Fraraccio – insieme al personale dell’Arpac di Caserta e ai tecnici comunali De Crescenzo e Izzo.

Gli accertamenti avrebbero portato alla luce una situazione di grave irregolarità: sul piazzale della struttura dismessa è stata trovata un’imponente intelaiatura in ferro alta fino a quasi dieci metri, destinata a un impianto fotovoltaico, che per dimensioni e natura richiedeva un Permesso di Costruire e autorizzazioni sismiche mai ottenuti, rendendo di fatto inutile la semplice comunicazione Cila presentata nel 2023.

All’interno del vecchio stabilimento è stato inoltre rinvenuto un muro in cemento armato di 11metri costruito senza permessi, mentre un secondo verbale del marzo 2025 ha accertato la presenza di una pensilina in acciaio e lamiere di oltre 23 metri, realizzata violando le distanze dai confini stradali, e un locale tecnico con apparecchiature elettriche sprovvisto di ogni titolo abilitativo.

Poiché l’area è attualmente sotto sequestro da parte della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, l’ordinanza stabilisce che i responsabili – individuati nei legali rappresentanti delle società coinvolte, i cui nomi risultano nel provvedimento a carico del Sig. XXXXXOmissis e della Sig.ra XXXXXOmissis – dovranno provvedere alla demolizione e al ripristino dei luoghi entro 90 giorni dal futuro dissequestro degli immobili. GUARDA IL VIDEO

L’atto è stato notificato, oltre che ai diretti interessati, alla Polizia Locale retta dal Comandante Vincenzo Di Rosa, ai Carabinieri di Teano del Comandante Salvatore Canelli, alla Prefettura di Caserta e alla Presidenza della Regione Campania, restando impugnabile entro 60 giorni davanti al Tar o entro 120 giorni tramite ricorso al Capo dello Stato.