Caos e incertezza: il pasticcio del mercato del 25 aprile lascia la città nello sconforto
Non è accettabile gestire comunicazione istituzionale con questa approssimazione, soprattutto quando in gioco c’è il lavoro di decine di famiglie. Non si farà
TEANO (EZ) – «Il mercato del 25 si farà regolarmente perchè è importante per l’economia locale. Anzi, ci correggiamo: il mercate non si farà, perchè è festa». Più o meno così. Ma allora questa economia locale è importante o no? Oppure l’importante è dire tutto e il contrario di tutto a Teano, dove questo sembra essere diventata la regola. E così, in una giornata che doveva essere di ordinaria amministrazione, il Comune di Teano gli uffici e non salviamo certo i livelli amministrativi e politici sono riusciti oggi, 22 aprile 2026, secondo noi, a creare un caso. Sono riusciti a sollevare un polverone di polemiche e incredulità che ha lasciato l’intera cittadinanza interdetta.
Al centro del caos c’è la gestione del tradizionale mercato settimanale previsto per sabato 25 aprile. La sequenza degli eventi ha dell’incredibile: in mattinata, una comunicazione ufficiale con tanto di carta intestata, logo dell’Ente e firma in calce rassicurava tutti sul regolare svolgimento della fiera nonostante la festività; poi, nel giro di pochissimo tempo e senza alcuna spiegazione logica, è arrivata una seconda ordinanza che smentiva categoricamente la prima, annullando l’appuntamento.
Non è accettabile gestire la comunicazione istituzionale con questa approssimazione, soprattutto quando in gioco c’è il lavoro di decine di famiglie. Dietro un mercato non ci sono solo banchi, ma persone che programmano l’attività con largo anticipo, effettuano ordini di merce deperibile e organizzano turni e logistica. Il disagio espresso in queste ore è profondo e trasversale: dai commercianti a posto fisso, che vedono sfumare l’indotto di una giornata festiva, fino agli ambulanti che arrivano dai comuni del circondario e che ora si ritrovano con i piani stravolti.

Tra i vicoli di Teano circola una domanda insistente: chi è intervenuto per far cambiare rotta così repentinamente? E soprattutto, perché si sta tentando con tanta insistenza di ostacolare il mercato del sabato, magari per preparare il terreno a quel discusso trasferimento forzato sulla collina di Sant’Antonio, lontano dal cuore pulsante del paese? Qui non si tratta di alimentare sterili polemiche politiche, ma di pretendere serietà e rispetto per chi ogni giorno garantisce un servizio alla comunità.
Le decisioni amministrative possono certamente subire variazioni, ma il modo e il tempismo con cui vengono comunicate definiscono il livello di affidabilità di un’amministrazione. Un briciolo di chiarezza e di assunzione di responsabilità in più verso i lavoratori sarebbe stato il minimo sindacale per evitare questa figuraccia burocratica che danneggia l’economia locale e l’immagine della città.







