Cronaca bianca

Caso Santa Reparata, il vescovo Cirulli sul posto tra la gente: Parlerò col Provinciale

La speranza per i 100 cittadini è che si apra subito un dialogo per trovare soluzioni immediate e condivise

TEANO (Elio Zanni) – «Allora, vediamo, da dove iniziare? Farò quello che posso: parlerò col Provinciale». Chi parla (e parlerà…) è il Vescovo delle tre Diocesi unificate (Teano-Calvi, Sessa Aurunca, Alife-Caiazzo), S.E. Monsignor Giacomo Cirulli. L’argomento è quello del celeberrimo “Caso condominio Santa Reparata”, una questione che a guardarla bene sarebbe riduttivo e stupido confinare a mera diatriba tra privati e una comunità religiosa. Infatti, non uno, ma una serie di disagi con rischi paventati per la salute pubblica (pubblica, appunto…) colpirebbe almeno ventotto ville a schiera, altrettanti nuclei familiari per circa cento cittadini e la vicenda è sfociata in denunce, procedimenti penali e avvisi di garanzia a tecnici e amministratori comunali, destando l’interesse, lo stupore – e in certi casi la rabbia – dell’intera città.

Ma ecco che le ultimissime aprono uno spiraglio di speranza. L’altro ieri, 21 aprile 2026, il Vescovo Cirulli ha fatto visita ai residenti. Ad accoglierlo, con occhi carichi di aspettative e la soddisfazione di ricevere un’attenzione così autorevole – in attesa del sopralluogo richiesto all’Ufficio Tecnico comunale – vi era una folta delegazione di residenti. Certamente la priorità assoluta è avviare quel dialogo, finora mancato, per i numerosi cittadini che rivendicano il diritto alla vivibilità e all’attenzione delle istituzioni, al solo scopo di trovare soluzioni immediate e condivise a problemi ormai improcrastinabili.

In un clima di massima concitazione, mitigata solo dal profondo rispetto per il Metropolita, i residenti hanno ribadito di sentirsi ostaggio di un contenzioso con l’ente confinante. Nonostante le ordinanze esecutive emesse dal Comune di Teano, infatti, solo l’abbattimento di una tettoia è stata effettivamente eseguita e dopo lunghe insistenze e clamore mediatico. Monsignor Cirulli, informato di recente dei fatti, ha raggiunto il quartiere a piedi solcando salmodiante e munifico di saluti il centro storico fino alla prima periferia urbana ad edilizia residenziale: da Piazza Unità d’Italia a viale Santa Reparata, giungendo dinanzi all’omonima chiesa-Convento.

Il rione è ormai noto ovunque, anche grazie a una lettera certificata inviata persino al Papa, Leone XIV. Ma se Roma ha il suo Pontefice, Teano ha una Suo eccelso referente locale e trova oggi nel suo Vescovo un riferimento attento e presente, possente e vicino. Cirulli si è reso immediatamente conto della gravità della situazione, di palmare evidenza anche sotto il profilo delle leggi civili che regolano i rapporti di vicinato. E la questione salute pubblica? È anche un medico Cirulli, certe cose non gli sfuggono di certo.

Ed ecco per sommi capi cosa è finito sotto gli occhi del Vescovo: la principale via d’accesso (privata ma ad uso pubblico), è bloccata da paletti d’acciaio per scavi in cantiere sospesi e quindi di difficile accesso a mezzi di soccorso, mentre vengono indicate gravi anomalie alla rete di scarico quale causa d’infiltrazioni fognarie. A tale riguardo il Vescovo si è soffermato a lungo ad osservare una villetta circondata da una “trincea” tipo guerra, scavata per arginare il nemico del momento: i reflui fognari.

Ponendosi ad un certo punto di osservazione del parco salta agli occhi pure un altro motivo di preoccupazione dei residenti: un muro in via di degrado con i ferri d’armatura esposti che i Vigili del Fuoco hanno dichiarato pericoloso per la pubblica e privata incolumità. È impossibile, dunque, sminuire la vicenda a un fatto privato: con cento persone coinvolte, due interventi dei Vigili del Fuoco, quattro ordinanze sindacali divenute esecutive, cinque procedimenti penali in corso e l’interessamento formale della Procura, della Segreteria di Stato Vaticana e del Nunzio Apostolico e ora anche dell’amato Vescovo Cirulli delle tre Diocesi unificate. Il caso Santa Reparata attende ora una “sacrosanta” svolta definitiva.