Cronaca nera

Sconvolgente. Omicidio Mollicone: nuovi dubbi sulla morte del brigadiere Tuzi

Una recente analisi tecnica avrebbe evidenziato profonde incongruenze nella ricostruzione ufficiale. Domani , 24 aprile 2026, i risultati alla Stampa

TEANO / ARCE / ROMA (El.Zan.) – Emerge una clamorosa ipotesi che potrebbe riaprire il caso relativo alla morte del vicebrigadiere Santino Tuzi. Ne parliamo sulla scorta di un lancio Ansa. L’uomo, che nel 2008 dichiarò di aver visto Serena Mollicone entrare nella caserma di Arce il giorno della sua scomparsa, è ufficialmente morto per suicidio, ma questa versione viene ora messa in discussione.

Domani, 24 aprile 2026, il perito balistico Dario Sangermano, incaricato dalla famiglia Tuzi, presenterà alla stampa i risultati di nuovi accertamenti condotti su foto e video della pistola d’ordinanza rinvenuta accanto al corpo del carabiniere l’11 aprile 2008. Secondo quanto anticipato, l’analisi tecnica avrebbe evidenziato profonde incongruenze nella ricostruzione ufficiale.

Il perito confronterà gli elementi agli atti con una “plausibile dinamica omicidiaria”. La figlia del militare, Maria Tuzi, ha spiegato che il mandato non era volto a forzare una tesi, bensì a verificare la compatibilità dei rilievi – inclusa la traiettoria del proiettile – con le due ipotesi: «Il tecnico ha dedotto che la dinamica è più compatibile con l’omicidio», ha dichiarato Maria Tuzi, ribadendo con forza che il padre non aveva ragioni per togliersi la vita, essendo profondamente legato alla famiglia e al nipote appena nato.

L’omicidio di Serena è uno dei casi di cronaca nera più complessi e discussi della storia italiana recente. Il Delitto: Serena, 18 anni, scompare da Arce (Frosinone) il l’1 giugno 2001. Il suo corpo viene ritrovato due giorni dopo in un boschetto ad Anagni, con le mani e i piedi legati e un sacchetto di plastica intorno alla testa. La Pista della Caserma: Dopo anni di indagini infruttuose e il coinvolgimento iniziale di un carrozziere (poi scagionato), nel 2008 il brigadiere Santino Tuzi rivela agli inquirenti che la mattina della scomparsa Serena sarebbe entrata nella Caserma dei Carabinieri di Arce.

La Morte di Tuzi: Pochi giorni dopo aver reso questa testimonianza fondamentale, Tuzi viene trovato morto nella sua auto, colpito da un proiettile. Il caso fu archiviato come suicidio per motivi passionali, ma il legame temporale con le sue rivelazioni ha sempre alimentato sospetti.

I Processi: Le nuove indagini si sono concentrate sulla famiglia del maresciallo Franco Mottola, di Teano, allora comandante della caserma. Secondo l’accusa, Serena sarebbe stata aggredita all’interno della caserma, sbattuta contro una porta e poi uccisa per evitare che denunciasse un presunto giro di droga.

Ma bisogna anche fare i conti con l’Attualità. Nel luglio 2024, la Corte d’Appello di Roma ha confermato l’assoluzione per i membri della famiglia Mottola e per gli altri carabinieri coinvolti, sentenza che ricalca il primo grado del 2022. La ricerca della verità giudiziaria resta, a oggi, ancora aperta e segnata da forti controversie. Quello che accadrà domani, 24 aprile 2024 è di fondamentale importanza nella ricostruzione plausibile dei fatti. Il perito balistico presenterà alla stampa i risultati di nuovi accertamenti. C’è grande attesa.