Politica

Sindaco, sempre con te. Il Consigliere regionale Iovino si ricandida con Di Leone

Il caso politico, uguale e contrario ai fatti di Teano. Il parallelo tra Iovino e Landolfi nell’idea di portare nelle elezioni comunali una dimensione regionale

CELLOLE / TEANO (Elio Zanni) – Le vite e le sorti politiche uguali e contrarie di Cellole e Teano. Il “caso” è da studiare e potrebbe fare scuola, in un senso o nell’altro. Parliamo del test messo in campo a Cellole consiste nel far pesare sul piatto delle urne comunali tutta l’autorevolezza della dimensione regionale. Come? Candidando alle comunali un Consigliere regionale. E poi dicono che la politica è finita; al contrario, c’è ancora chi studia notte e giorno per aggiungere pepe e sale alle competizioni elettorali e attrarre i cittadini al voto.

In questo clima di fervore, nel quale si tenta di ridisegnare gli equilibri del litorale domizio, la ricandidatura di Guido Di Leone si configura come una naturale prosecuzione amministrativa e una vera prova di forza istituzionale, suggellata dal ritorno in campo – in sede locale dopo il successo regionale, ed è questo il punto nodale del nostro dire – di Giovanni Iovino.

La presentazione della lista “Noi per Cellole” ha svelato «un progetto che poggia sulla solidità dell’esperienza e sull’audacia del rinnovamento», con i piedi ben piantati per terra e anzi nella sabbia; visto che parliamo di Cellole. È il nome di Iovino a dominare il dibattito: il neo consigliere regionale, nonostante il prestigioso scranno conquistato a Napoli, ha scelto di non sottrarsi alla sfida locale, riposizionandosi in trincea al fianco del sindaco uscente che ritiene meritevole di una tale attenzione.

Riconoscenza o senso del dovere? A noi pare che questa scelta, tutt’altro che scontata e subito riportata da Officina0823, trasformi la competizione in un manifesto di coesione dove la caratura regionale si fonde con la dedizione alla comunità, offrendo a Di Leone un alleato dal peso specifico straordinario per blindare la continuità del mandato; evidentemente, Iovino ha come si dice “la prova provata” dell’impegno profuso da Di Leone nei suoi confronti nel 2025. Voi che ne dite?

PIERLUIGI LANDOLFI

Altrove, come a Teano, anche se le urne sono lontane meno di un anno, è successo tutt’altro. In fatto di supporto, aiuto o staffetta, si mormorava di un’ipotesi simile legata al nome di Pierluigi Landolfi, che in caso di vittoria avrebbe potuto trascinare letteralmente in trionfo il sindaco uscente, ma i “maligni” parlavano anche di una insidia. C’era o ci poteva essere nel risultato di Landolfi una variabile rischiosa per il sindaco uscente. Vediamo quale. Landolfi, forte di un risultato esaltante – pur non conquistando lo scranno regionale – avrebbe potuto, infatti, con una messe di voti in tasca e sulle ali di questi, accreditarsi come naturale candidato sindaco per il 2027, facendo tramontare l’ipotesi di una riproposizione dell’uscente.

Due facce della stessa medaglia. Forse è per questo – Voi che ne dite? – che, per motivi immaginabili, le operazioni landolfiane teanesi non sono andate in nessun senso come negli auspici, portando Landolfi a un risultato non da buttare, certo, anzi, ma comunque solo consolatorio rispetto a precedenti tentativi consimili. Le ricadute? Imponderabile nel breve periodo. Ci vorrebbe una sfera di cristallo. Vedremo a tre mesi dalle urne del 2027. Nell’immediatezza, l’unica cosa da notare sta nel fatto che Landolfi – si dice – abbia diradato drasticamente le sue visite nelle stanze dei bottoni di Palazzo San Francesco.

Tornando a Cellole. Tra Di Leone e Iovino le cose, evidentemente, sono andate diversamente e così si è creato un asse portante attorno al quale la squadra si ricompatta con lo zoccolo duro dell’amministrazione uscente – Giuseppe Ponticelli, Martina Izzo, Antonietta Marchigiano, Fiore Renzo D’Onofrio, Filomena Lauretano e Giuseppina Mastroluca – a cui si affiancano i cinque nuovi innesti Emanuela Seno, Francesco Parrella, Vito Zannini, Martina Canonico, Enrico Nappo. Con il sostegno incrollabile di Iovino e una compagine che fonde memoria storica e nuove energie, Di Leone incassa una soddisfazione politica che lancia un segnale inequivocabile: la strada verso la riconferma passa per una compattezza granitica e una visione che non teme il confronto con il futuro. Poi, si sa, l’ultima parola spetta sempre agli elettori.