Politica

Nova carenza idrica a Teano e centinaia di famiglie in difficoltà: il silenzio delle istituzioni e il virus della rassegnazione

E chi chiama i Vigili per spiegazioni si sente chiedere: documento di riconoscimento e numero di cellulare

TEANO (ez) – «Vi posso garantire che non ne so niente». Continuano gli episodi di carenza idrica a Teano, ma ormai sembra che la questione non interessi più a nessuno. Tutti hanno abbassato le vele. Ma che succede? Corre il virus del silenzio e Dio non voglia che si tratti di rassegnazione o peggio di codardia; perché sarebbe davvero irrimediabile. Stavolta il problema – manifestatosi prima come mancanza del prezioso liquido e poi come bassa pressione – è emerso mercoledì notte e giovedì 30 aprile 2026 nel quartiere di via Luigi Sturzo, prima che in qualunque altro luogo. Successivamente il disagio si è esteso ad altre zone, verso Santa Reparata, protraendosi per i piani alti fino a oggi pomeriggio, 2 maggio 2026.

Chi siete? Cosa portate? Sì, ma quanti siete? Un fiorino!

La reazione delle famiglie in difficoltà. Si è scatenata la consueta corsa sui profili social dei politici locali, seguita dalla solita, disperata, raffica di telefonate per cercare spiegazioni, ma non c’è stato niente da fare: sull’argomento regna il mistero fitto. Chi ha provato a contattare i Vigili urbani riferisce di non aver ricevuto risposte concrete, ma di essersi sentito chiedere, in compenso, estremi del documento di riconoscimento e numero di cellulare.

Eppure, una carenza idrica prolungata (o anche di poche ore) e la bassa pressione in rete sono questioni serie che impattano sulla sanità e sull’igiene pubblica. Tale situazione dovrebbe incidere persino sull’apertura degli uffici pubblici e privati: lo stesso Ente comunale, così come le scuole, dovrebbe chiudere i battenti per ragioni igieniche. Invece, il rimedio adottato è spesso il silenzio tombale. La perversa logica politica è questa: meno cose si sanno, meno si parla in città e stiamo tutti più tranquilli. Ci sono, in verità, progetti finanziati dalla regione Campania per ammodernare quadri elettrici e pompe sommerse nelle cabine di prelievo e rilancio. Ma siamo proprio certi che immettendo più acqua e più pressione in una rete colabrodo la situazioni non finisca col peggiorare nel breve volgere di qualche mese? Incrociamo le dita, ma solo chi è ignorante in materia può far finta che l’ipotesi sia priva di fondamento.

Il libro delle giustificazioni

Va detto per inciso che, se anche arrivassero delle giustificazioni, probabilmente ricalcherebbero un copione già noto e umiliante: la pompa rotta, un guasto al quadro elettrico, l’interruzione della fornitura Enel, una perdita enorme sulla rete difficile da individuare, la ditta già al lavoro, e via discorrendo con altre perle consimili. Oltre alla disorganizzazione, è censurabile la totale mancanza di informazioni istituzionali. Di saluti e auguri, quanti ne volete. É facile essere piacioni, si beccano like, ma per il resto: meglio non creare allarmismi.

Partiti e volontariato bloccati dagli “infiltrati”

In una città normale dovrebbero accadere tante cose che a Teano non succedono. Una manifestazione pubblica, una richiesta collettiva di risarcimento danni, una petizione popolare. Ma, parliamoci chiaramente: il contesto è piccolo e molte realtà (associazioni e partiti politici compresi) sono spesso “infiltrate” da amici degli amici, quando non addirittura direttamente da membri della stessa maggioranza consiliare. E allora il gruppo si affloscia, i membri restano tutti zitti, per quieto vivere. Che fregatura! E così, chi ritiene di aver subito un torto dalla Istituzioni si gira intorno in cerca di solidarietà, ma non ne trova.

Il consigliere scrittore che ti premia se stai zitto e mosca

Fatta eccezione per qualche singolo cittadino coraggioso, qualche associazione e, in certi casi, per la voce della minoranza consiliare (oltre alla solita “stampa ostile”), a Teano sembra che si viva in un torpore sociale e politico generalizzato. Si sono quasi tutti assopiti all’ombra del Campanile. Anche le coscienze critiche dei referenti di molte associazioni, le più grosse e che quindi contano in quanto rappresentative, sembrano spegnersi sotto le parole e gli scritti carezzevoli di qualche consigliere di maggioranza secondo cui chi fa associazionismo e tace è un “bravo ragazzo” e va elogiato se parla per strada o per radio magari in una intervista, mentre per conseguenza logica: chi osa esprimere la propria opinione è solo un “polemico”? Di questo e di scritti carezzevoli e politicamente vagamente intimidatori però, ne riparleremo presto, facendo nomi e cognomi.