Economia Politica

IL VIDEO. Voci dal Mercato di Teano: il Centro storico chiede ascolto, fate presto

I commercianti chiedono un “ritorno al futuro”. Le idee per salvare l’antica Fiera del sabato non mancano

TEANO (Elio Zanniretenews24@gmail.com) – Il mercato di Teano rischia di morire. Ogni questione, avvenimento o pretesto (che si tratti di altre manifestazioni, festività o eventi correlati) sembra diventare prioritario e utile a svuotare il tradizionale appuntamento del sabato mattina nel centro storico, un momento di incontro vitale per i cittadini del posto e delle frazioni.

Gli storici lo amano, i sociologi lo ritengono parte integrante e inalienabile della vita collettiva teanese. Eppure, oggi come oggi, l’impressione di molti è che il destino del mercato sia ormai segnato, complice il disinteresse di una politica che sembra non aver bisogno di essere performante per riuscire a rastrellare voti. Anzi, sappiamo tutti che è così e questo è un problema. E quindi non c’è impegno nemmeno sulla questione Mercato che così si spegne. Lo dicono i fatti: sempre meno avventori e sempre meno ambulanti. Lo confermano gli operatori stessi e i commercianti a posto fisso, i quali ripetono incessantemente che le sorti dei negozi del centro sono legate a doppio filo alla sussistenza dell’antica Fiera sidicina del Centro storico.

Un “pezzo” di Mercato in piazza del Duomo – Teano

Storicamente, il mercato è sempre stato un vivace appuntamento e ha rappresentato per decenni il fulcro economico e sociale del territorio, attirando commercianti e agricoltori con un crescendo costante dagli anni ’50 fino a pochi anni fa. Un tempo caratterizzato da un intenso scambio di prodotti locali, il mercato ha vissuto una trasformazione che lo vede ora sfidare le nuove logiche alimentari, le norme d’igiene pubblica e la necessità di una logistica legata alla sicurezza di residenti e avventori; sfide che solo una politica attenta e amministratori pubblici informati potrebbero governare.

Proprio così, siamo di fronte a una sfida gestionale che richiede capacità di ragionamento non convenzionali, attenzione, logica, lungimiranza Le stesse capacità che consentirono di salvare il mercato di Teano durante il periodo del Covid-19, con sistemi che fecero poi scuola in tutto il casertano. Oggi, invece, c’è bisogno di ragionare su concetti come il “Mercato di Prossimità e della Genuinità” – l’unico in grado di reggere il confronto con la grande distribuzione – o il “Mercato Diffuso” e integrato con i piccoli comuni viciniori, con la proposta di promuovere prodotti a chilometro zero non solo alimentari, ma anche artigianali e persino dell’arte. GUARDA IL VIDEO A FINE PAGINA

Serve puntare sul rilancio dei piccoli orti a gestione collettiva, sull’integrazione tra offerta ambulante e fissa, e sulla capacità di creare attrattive che rendano il mercato un’esperienza collettiva, persino turistica, da vivere, da raccontare, come fosse una giornata di festa settimanale, un appuntamento fisso.

Chiesa-Convento di sant’Antonio a Teano

E invece… Invece si possono ascoltare voci – di cui anche chi scrive è stato testimone – di consiglieri comunali di maggioranza pronti (anzi di un consigliere comunale) deciso a propugnare l’allontanamento del mercato dal centro per relegarlo in cima alla collina di Sant’Antonio. Un’idea che non prevede nemmeno la creazione di un’area attigua e collegata al centro storico, ma un isolamento in collina che confliggerebbe con numerose altre criticità. GUARDA IL VIDEO A FINE PAGINA

È stata persino diffusa la voce che traslocare i generi alimentari da via Mercato a piazza del Duomo (in seguito alle prescrizioni dell’Asl Caserta) sia stata un’ottima idea, al punto da ritenerla una soluzione definitiva. Ma cosa ne pensano i diretti interessati, ovvero gli ambulanti e i commercianti in sede fissa? In fondo stiamo parlando delle loro vite e delle loro tasche, non di quelle di assessori e consiglieri.

Da qui nasce l’iniziativa di raccogliere le “Voci dal Mercato di Teano”. Vi mostriamo il primo contributo audio-video, dal quale è emersa immediatamente l’urgenza di proseguire questo lavoro. Torneremo, dunque, ad ascoltare la voce del mercato e di chiunque – senza pregiudizi o esclusioni di sorta – vorrà esprimersi su questo delicato argomento.