La preveggenza di Magellano: lascia l’Eic poco prima del terremoto politico…
Succede questo se dietro il voto di un Ente c’è la cabina elettorale, dove circola più politica che acqua
TEANO / CASERTA & COMUNI CASERTANI (elio zanni) – Ultimissime ma non troppo: Alessio Magellano lasciala l’Eic come referente per il comune di Teano; l’Ente idrico campano nel quale era stato designato nel settembre 2024. Una preveggenza straordinaria per gli osservatori esterni, un passo opportuno per il quale lo stesso consigliere comunale di Teano che parla di «motivi di possibili incompatibilità, da scongiurare».
Si riferisce al suo ruolo nel Consiglio dell’ente Provincia di Caserta; evidentemente. Anche se poi a noi non sfugge il fatto che lo stesso problema dovrebbe avere il presidente dell’ente Provincia di Caserta, Anacleto Colombiano. Ma non stiamo qui per dire questo, stamattina 26 maggio 2026. La cosa da precisare e che ci ha incuriositi al massimo è questa invidiabile preveggenza (o fortuna, o destinatario di buoni consigli) di Alessio che, indubbiamente, pare sempre sapere che cosa fare e dove andare e si trovi sempre al posto giusto al momento giusto; beato lui.
Infatti, per esempio, guarda caso, è di queste ore il vero e proprio terremoto politico che ha colpito l’Eic. A tale proposito esiste un teorema, non scritto ma universalmente valido nei palazzi del potere casertano, secondo cui la politica governa tutto. Non si limita alla sanità con le Asl, né si ferma alle nomine della televisione di Stato; si insinua, capillarmente, fin dentro gli enti di gestione provinciali. E l’ultima conferma arriva proprio da quello che dicevamo prima, ossia dal distretto casertano dell’Ente Idrico Campano (Eic), trasformatosi nell’ennesimo palcoscenico per le prove generali delle future guerre di potere sul territorio. Mi sa che in questo, tra Teano e Vairano la pace armata, per esempio sulla paternità dello Storico Incontro, stia per finire; se Dio vuole.
Tornando alla Eic. Altro che gestione idrica e servizi ai cittadini: l’elezione del nuovo presidente ha dimostrato che, nei corridoi della politica locale, nei rubinetti circola molta più politica che acqua. E a restare clamorosamente all’asciutto, stavolta, è stato il cosiddetto “campo largo”.
Il verdetto delle urne: Forza Italia si prende la presidenza. I numeri lasciano poco spazio alle interpretazioni. Stanislao Supino, sindaco di Vairano Patenora e uomo di punta di Forza Italia, è il nuovo presidente dell’ente, subentrando ad Anacleto Colombiano. Supino ha superato la candidata dell’area progressista, Lia Caterino, con un netto 13 a 10.
Una vittoria schiacciante che va ben oltre la semplice designazione tecnica di un ente spesso considerato, a torto, periferico. In provincia di Caserta, chi controlla i rubinetti del consenso sa bene che non si può lasciare scorrere via il potere.
Per Forza Italia questo risultato rappresenta una vera e propria boccata d’ossigeno: Compattezza ritrovata: Il partito ha dimostrato una disciplina interna che negli ultimi tempi sembrava evaporata come acqua ad agosto. Riscossa del centrodestra: Dal fronte azzurro si parla già apertamente di un messaggio politico chiaro e di una ritrovata competitività in tutta la provincia.
Il “campo largo” si scopre stretto (e diviso). Dietro il successo di Supino, tuttavia, si nasconde la sonora disfatta del centrosinistra casertano. Il voto ha messo a nudo le storiche e mai superate fratture interne alla coalizione. Se da un lato l’area di Gennaro Oliviero aveva blindato il consenso attorno alla Caterino, dall’altro la strategia di Stefano Graziano si è rivelata un flop politico.
Al momento del voto, infatti, il fronte progressista si è letteralmente sgretolato. Figure chiave come Marcello De Rosa, Pietro Smarrazzo e Luigi Bosco è come se fossero state depotenziate lasciando la candidata progressista priva dei numeri necessari per vincere.
Il dato politico: Se la partita fosse dipesa esclusivamente dalle geometrie tradizionali e dai vecchi rapporti di apparato, il centrosinistra avrebbe potuto chiudere i giochi, magari blindando l’accordo con l’appoggio determinante di Oliviero. Ma nella cabina elettorale degli amministratori locali qualcosa è cambiato.
I nuovi equilibri: le alleanze sono liquide. Il Manuale Cencelli delle fedeltà di partito non basta più. Più di un amministratore locale ha fatto i propri calcoli, ritenendo che seguire la linea di Graziano non fosse, in questo preciso momento storico, la scelta più conveniente.
Il voto all’Ente Idrico fotografa così una provincia di Caserta in cui: i vecchi equilibri di potere scricchiolano visibilmente. Il centrodestra rialza la testa e si dimostra un blocco compatto e competitivo. Il campo largo si scopre decisamente meno largo (e molto più fragile) del previsto.
Tra i corridoi della politica casertana una regola resta immutabile, confermata ancora una volta da questo scrutinio: le alleanze politiche sanno essere estremamente liquide. Decisamente più dell’acqua che l’Ente Idrico dovrebbe governare. E a Teano, noi, abbiano anche chi – non diciamo sa camminare sull’acqua, sarebbe troppo – ma anticipa i cicloni, le bufere, le dighe che si rompono con l’acqua che viene già a valanga: Alessio Magellano che è andato via via prima che succedesse tutto questo. Ci sia consentito, almeno questo gli altri comuni, compreso Vairano, assieme all’Incontro di Teano, ce lo deve invidiare.






