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Campane a festa per l’Ordinazione di presbiteri: la comunità abbraccia Amato, Andolfi, Caprio, Carlino, Garzilli e Paolella

Serata storica per la Diocesi: la liturgia in Cattedrale unisce sei parrocchie in un unico canto di lode

TEANO / SESSA AURUNCA / CARINOLA / CELLOLE / ALVIGNANO / MONDRAGONE (Elio Zanni) – Che forza il Vescovo Cirulli, in una sola serata ha accolto nella Cattedrale di Teano una vasta assemblea di fedeli e presbiteri, riuniti in preghiera e ha proceduto all’ordinazione di ben sei nuovi sacerdoti provenienti da diverse comunità del territorio. Il “seminatore” non ha sentito la stanchezza, sicuramente, di una serata così intensa – quella di sabato 23 maggio 2026 – perché forte del risultato della sua opera.   

A ricevere il sacramento dell’Ordine sacro sono stati, rispettivamente, i diaconi Giuseppe Amato, della parrocchia San Castrese a Sessa Aurunca; Fiorentino Andolfi, della parrocchia Santi Giovanni e Paolo a Casale di Carinola; Giovanni Caprio, della parrocchia Santa Lucia a Cellole; Giuseppe Carlino, della parrocchia San Nicola a Mondragone; Carlo Garzilli, della Comunità Interparrocchiale di Alvignano; e Simone Paolella, della parrocchia Santo Stefano a Sessa Aurunca.

Durante la solenne liturgia, sempre il Vescovo Giacomo Cirulli, pastore della Diocesi unificata (chiamarla così ci sembra più coerente con i fatti) di Teano-Calvi, Alife-Caiazzo e Sessa Aurunca, in più ha guidato la processione d’ingresso e ha aperto l’omelia invocando lo Spirito Santo «affinché illumini le menti e riscaldi i cuori dei nuovi ministri di Dio».

Il Vescovo ha poi rivolto il pensiero al magistero del Santo Padre, Papa Leone XIV, che in quella stessa giornata si trovava in visita pastorale ad Acerra – terra martoriata dalle piaghe del peccato e dell’ingiustizia umana – dove l’egoismo e la connivenza hanno ferito la creazione. Tornando a rivolgersi agli ordinandi, visibilmente segnati dalla commozione per il mistero che stavano per ricevere, il Vescovo ha condiviso la propria trepidazione paterna, ricordando loro la natura universale della vocazione presbiterale.

Ha sottolineato che il sacerdozio è un dono che viene dall’Alto per grazia dello Spirito Santo, configurandoli a Cristo per il servizio e la salvezza di tutti gli uomini, senza distinzioni. Esortandoli a portare l’amore di Gesù in ogni cuore, il Pastore ha affidato loro la missione evangelica. Al termine del rito solenne, il suono a festa delle campane della Cattedrale ha elevato un canto di lode ecclesiale nella notte, salutando la nascita dei sei nuovi operai nella vigna del Signore.