Teano, porte aperte a teatro ma non agli Scout: il caso di San Pietro in Aquariis
Sì al teatro di De Filippo sull’altare, no alla giostrina per i bimbi disabili del Masci. Due pesi e due misure?
TEANO (redazione di Teano – retenews24@gmail.com) – La suggestiva e storica cornice della Chiesa di San Pietro in Aquariis a Teano: concessa a molti, ma non a tutti. Martedì 2 giugno 2026, alle ore 19, questo luogo sacro si trasformerà nel palcoscenico di un appuntamento teatrale. Infatti – e questa è una notizia che diamo volentieri – il laboratorio “Teano Teatro”, promosso dall’Associazione Turistica Pro Loco “Teano e Borghi”, presenterà lo spettacolo “È stato un sogno”, un omaggio al genio di Eduardo De Filippo.
E sia chiaro: va bene, anzi benissimo! Davanti a Eduardo ci si leva il cappello, e fa un enorme piacere a tutti. Tanto che ci permettiamo di rilanciare con entusiasmo l’invito degli organizzatori: l’evento, che celebra l’arte del palcoscenico, sarà a ingresso libero per tutta la cittadinanza. L’opera, con la regia di Pier Luigi Tortora, vedrà l’intensa partecipazione di un affiatato gruppo di interpreti composto da Noemi Corbelli, Carla Giorgio, Monica Giusto, Antimo Gliottone, Giulia Lacetera e Roberta Natale. E su questo, tanto di cappello. Ragazzi, ci fa piacere. Fa piacere a tutti.
Ora, però, ci sarà consentito fare una nostra – strettamente nostra – riflessione giornalistica. Per quali arcani motivi (se non per l’utilizzo di un lessico sbagliato ab origine, che ha poi generato una comunicazione confusionaria e distorta, non si sa quanto ingenuamente e quanto no) stavolta l’amato vescovo Giacomo Cirulli avrebbe concesso al teatro di De Filippo di varcare la soglia della chiesa di San Pietro, utilizzando come proscenio la solennità del suo spazio sacro sull’altare maggiore, diversamente da quanto deciso per il MASCI (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani)?
Sì, perché lo scopo degli scout del MASCI era puramente benefico: raccogliere fondi – attraverso la presentazione, e non la vendita, di dispositivi mediali domestici omologati, certificati e progettati per il benessere della persona – da destinare all’acquisto di una giostrina per bambini diversamente abili da installare nella città di Teano.
Siamo d’accordo: la gestione degli spazi parrocchiali è regolata dal Diritto Canonico ed è affidata al Vescovo e ai parroci, i quali hanno la piena discrezionalità sulla concessione e sull’utilizzo delle strutture di proprietà della diocesi. Eppure, sorge un dubbio amletico sui reali motivi per cui questa piena discrezionalità sia stata esercitata in negativo proprio nei confronti di una causa così nobile e benemerita come quella del MASCI.
Andiamo troppo lontani dalla verità se ipotizziamo che forse, in questo caso specifico, il Vescovo non sia stato nemmeno interpellato direttamente? Ci piace pensare questo. Già, perché la seconda ipotesi (alla quale non vogliamo credere e non crediamo) sarebbe di una gravità inaudita che richiederebbe per lo meno la formulazione di chiarimenti pubblici, non nei nostri (che siamo parva res), ma dell’intera comunità diocesana. De Filippo entra, Baden-Powell no; non ci possiamo credere.






