Il paradosso del Municipio: l’impiegato è in ufficio, ma per il fisco è un fantasma
La lista degli irreperibili pubblicata da Comune Teano contiene anche politici locali e impiegati comunali
TEANO – La lista degli irreperibili pubblicata da Comune Teano conterrebbe anche politici locali e impiegati comunali. Siamo di fronte (CLIKKA E LEGGI) a un Avviso di deposito di atti nella casa comunale. Per i non addetti ai lavori, significa che l’Agenzia delle Entrate per conto del Comune e quindi, in sostanza, assieme, avrebbero provato a consegnare una notifica importante a qualcuno ma, ahimè, non hanno trovato nessuno a casa o presso un’attività commerciale a loro in qualche modo riconducibile. Fin qui, ordinaria amministrazione burocratica. Il bello, però, arriva quando si scorre con attenzione l’elenco dei “fantastici introvabili”.

Balza subito all’occhio una coincidenza che definire strabiliante è dir poco. Tra i nomi dei cittadini considerati momentaneamente “irreperibili” dall’ufficiale notificatore, figurerebbero personaggi che piuttosto recentemente hanno animato e animano la vita pubblica locale ad alto livello e, udite udite, persino – probabilmente inseriti in un conteso societario perchè trattasi di attività commerciali – responsabili di uffici interni a quello stesso Comune. Viene da dire, accidenti, come si deve fare con “questi fantasmi”; alla De Filippo.
La contraddizione tocca vette di assoluto genio teatrale. Immaginiamo la scena: un solerte messo comunale o un addetto alle notifiche si mette in cammino, borsa sotto il braccio, per recapitare un atto legale. Cerca il destinatario a casa o al negozio, bussa, non riceve risposta. Sconsolato, torna al palazzo municipale, sale le scale, entra in un ufficio per depositare l’atto inevaso nella “Casa Comunale” e… si trova davanti, seduto alla scrivania a firmare delibere o a gestire pratiche, esattamente lo stesso funzionario o politico che stava cercando! Chiaro, ragioniamo per paradosso nei confronti degli enti; ma non siamo così tanto lontani dalla realtà dei fatti.
Viene da chiedersi attraverso quale misterioso paradosso spazio-temporale sia possibile che un impiegato comunale risulti “introvabile” sul territorio, quando per rintracciarlo basterebbe seguire l’odore del caffè della macchinetta dell’ufficio o, più semplicemente, guardare il cartellino delle presenze. Siamo compaesani, consentiteci la battuta: è un po’ come se un portiere di notte non riuscisse a trovare le chiavi dell’albergo mentre le ha in mano.
Forse viviamo in un’era di tale sdoppiamento della personalità burocratica per cui il “Cittadino Privato” è un’entità eterea e sfuggente, mentre il “Funzionario Pubblico” o il “Politico” è un solido pilastro dell’istituzione, e le due rette parallele non si incontrano mai, nemmeno nei corridoi dello stesso municipio.
Un plauso, dunque, alla straordinaria efficienza della macchina delle notifiche, capace di trasformare un dipendente pubblico a tempo pieno in un fantasma inafferrabile degno dei migliori romanzi di spionaggio. La trasparenza ringrazia, l’ironia della sorte pure. Ecco l’elenco pubblicato dal Comune.
C’è un evidente interesse pubblico e sociale nel sapere che esponenti politici vecchio o nuovi che siano, ovvero dirigenti di un Comune, risultino irreperibili per il fisco o per notifiche ufficiali, specialmente se si ipotizza un corto circuito burocratico all’interno dello stesso ente in cui lavorano. Non attribuiamo loro nessuna colpa, parliamo di inefficienza degli enti preposti a portare a termine la consegna. E poi, la trasparenza della Pubblica Amministrazione è un tema di pieno interesse collettivo.






