Cronaca nera

Pericolo pubblico presso la chiesa di San Pietro, il parroco corre ai ripari. Il Video

Ceduta in uso a tutti (o quasi), comitati, club musicali, compagnie teatrali e nessuno aveva visto nulla?

TEANO (ez) – «Tutti si girano dall’altra parte, certi “giornalisti” temono di farsi dei nemici, oppure nessuno se ne frega? E il lo dico a teanoce…». La nostra rubrica ha un nome lungo, ma funziona ugualmente bene. Stavolta ci hanno invitato a visitare la parte esterna, il biglietto da visita, dell’antica chiesa di San Pietro in Aquariis a Teano. Ufficialmente la chiesa sconsacrata si raggiunge da via Nicola Gigli e poi via Concordia, o da Santa Maria La Nova, ma a noi è bastato camminare in discesa dal centro storico e inoltrarci nel cuore antico di Teano per trovarci di fronte a questo spettacolo.

Lasciamo da parte il discorso delle erbacce che tanto attirano i nostri colleghi giornalisti, ma che sono cosa trascurabile e facilmente rimediabile, perchè qui i problemi sono altri: si tratta ancora una volta di un tema d’interesse pubblico e di pericolo per la pubblica e privata incolumità.

Guardate la ringhiera, guardate il passamano: sono ossidati e spezzati; se qualcuno si appoggiasse distrattamente, finirebbe di sicuro di sotto. Sappiamo che la chiesa è spesso utilizzata per manifestazioni musicali, culturali e di svago, dal jazz al cineforum fino alle rappresentazioni teatrali, e questo va benissimo, è cosa buona e giusto è bello è bellissimo, peccato che manca chi se ne prenda cura. GUARDA IL VIDEO DELLA SITUAZIONE

Guarda un po’ che stranezza: tutti la usano e poi – gli enti pubblici concedenti e i rispettivi rappresentanti che vanno lì a fare le loro attività – se ne stanno sornioni, come il gatto seduto davanti alla chiesa e ripreso nel nostro video, ad assistere passivamente. E mai possibile che in tanti anni nessuno si è accorto del pericolo per la pubblica e privata incolumità?

Noi segnaliamo il pericolo che ci è stato a nostra volta indicato: lì si può cadere. È da precisare che la chiesa di San Pietro in Aquariis a Teano è di proprietà di un ente religioso cattolico, ma è vero anche che l’edificio, situato in via Concordia, è una chiesa sussidiaria sottoposta alla tutela della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento. Quindi… a nostro parere, stiamo freschi. GUARDA IL VIDEO DELLA SITUAZIONE

A Teano le risorse della Soprintendenza sembra non arrivino nemmeno per sgocciolamento: ossia vanno tutte altrove – magari dove ci sono politici che battono i pugni sul tavolo, che si fanno sentire – e a noi non arriva nemmeno una goccia, nemmeno per sgocciolamento, per devoluzioni, per miracolo. Le promesse sì, ne conosciamo tante, ma per ora non abbiamo visto ancora nulla.

La chiesa di San Pietro in Aquariis ha origini che risalgono al VI secolo, con rifacimenti del XVII secolo: dunque, testimonia le vere origini della Teano romana. Essa, infatti, fu innalzata su un probabile tempio pagano, le cui strutture in opera reticolata erano visibili fino agli anni ’90 e successivamente obliterate dai lavori di restauro dell’edificio cristiano. «Nonostante i danni provocati dall’incuria – scrive in una sua ricostruzione storica l’archeologo sidicino Danilo Raimondi (fonte Agorà del Sapere) – ancora oggi la chiesa ha un importante valore dal punto di vista turistico, in quanto il suo ricco repertorio decorativo, seppure fortemente eroso, la rende una delle poche chiese di Teano in cui si può avere idea dei fasti di un tempo ormai lontano».

Le parole di Raimondi sono del 13 maggio 2019; oggi le cose sono nettamente peggiorate e all’incuria interna si associa l’assenza di una benché minima manutenzione, affiancata da situazioni di pericolo per la pubblica e privata incolumità come quella che vi abbiamo appena descritto. Certo, ci sarebbero da fare tante altre cose rispetto a questo meraviglioso edificio, ma, cavolo, cominciamo dalla sicurezza di si avvicina anche solo per guardarlo dall’esterno. Siete d’accordo?   

Siccome temiamo che possa succedere qualcosa, possa farsi male qualcuno cadendo nel vuoto, decidiamo di informare il parroco, don Luigi Migliozzi. E in effetti, capita la natura della chiamata, don Luigi arriva lì e tra lo sbigottimento inziale e qualche farse di meraviglia «siete stati gli unici che mi hanno fatto notare il pericolo» promette di rimediare «se non in giornata – ossia mercoledì 27 maggio 2026 – almeno domani», dice. Certo, se non si fosse trattato di una situazione di rischio per la pubblica e provata incolumità avremmo lasciato che i responsabili del sito si fossero accorti del fatto attraverso la fruizione del nostro servizio giornalistico. Ma, in questo caso, per vitare che potesse succedere il peggio danni fisici a qualche ragazzo o altro, ci simo sentiti, giustamente. letteralmente obbligati a chiamare sul posto il responsabile diretto – su affidamento parrocchiale del vescovo Giacomo Cirulli – don Migliozzi.