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Su terreno confiscato al clan Nuvoletta un giornalista chiede d’intitolare lo stadio a Giancarlo Siani. Lo Stato risponde: Sì

Un gesto di rinascita dei luoghi a Calvi, Comune sciolto recentemente per infiltrazioni criminali

CALVI RISORTA (retenews24@gmail.com) – Da un terreno confiscato alla camorra nasce un simbolo di legalità, memoria e riscatto civile. In occasione della riapertura del Parco Caleno, realizzato sui beni sottratti al clan Nuvoletta, è stato assunto un importante impegno istituzionale: intitolare il nascente campo sportivo a Giancarlo Siani, il giornalista assassinato dalla camorra nel 1985 per il suo coraggioso lavoro di denuncia.

La proposta è stata avanzata pubblicamente dal giornalista Salvatore Minieri durante la cerimonia alla presenza della Commissione Straordinaria che amministra il Comune di Calvi Risorta, del procuratore Pierpaolo Bruni, dell’ex procuratrice di Santa Maria Capua Vetere Maria Antonietta Troncone, del prefetto aggiunto Lucia Volpe e del comandante provinciale dei Carabinieri Manuel Scarso. Una richiesta accolta immediatamente, trasformandosi in un concreto impegno istituzionale.

Il valore simbolico di questa scelta è straordinario. Proprio sui terreni appartenuti al clan di Lorenzo Nuvoletta sorgerà un impianto sportivo dedicato a uno dei più importanti martiri della libertà di stampa e della lotta alla criminalità organizzata. Un messaggio potente rivolto soprattutto ai giovani: dove un tempo si esercitava il potere della camorra, nascerà uno spazio dedicato allo sport, alla crescita, all’educazione e alla cittadinanza attiva.

L’intitolazione a Giancarlo Siani rappresenta molto più di una commemorazione. È il segno tangibile della presenza dello Stato, della capacità delle istituzioni di restituire ai cittadini ciò che la criminalità aveva sottratto e di trasformare i simboli dell’oppressione mafiosa in luoghi di speranza e partecipazione.

Da Calvi Risorta, Comune recentemente sciolto per infiltrazioni criminali, arriva così un segnale di straordinaria forza civile: sui beni confiscati alla camorra nascerà un campo sportivo dedicato a chi ha sacrificato la propria vita per raccontare la verità. Un gesto che unisce memoria e futuro, riaffermando la vittoria dello Stato, della legalità e della coscienza democratica sui territori un tempo segnati dal dominio criminale.