Cronaca nera

Furto sacrilego nella Basilica San Paride ad Fontem: le mani sulle ostie consacrate.

Il parroco don Migliozzi: «Un fatto gravissimo». Anche l’Eucaristia nelle mira della gang di ladri e satanisti.

TEANO (Elio Zanni) – Raid furtivo e sacrilego nell’antica Basilica San Paride ad Fontem: forzato il Tabernacolo e rubate anche ostie consacrate. Il fatto risalirebbe a ieri notte, 16 dicembre 2023. Stando alle evidenti tracce riscontrate sul posto, i malviventi sono penetrati in chiesa dopo aver avuto la meglio su una finestra laterale della struttura. Sull’altare maggiore sono state rinvenute delle «ostie sparse dappertutto».

Violato il Tabernacolo per raggiungere e profanare il SS.mo Sacramento, in cerca di oggetti di un qualche valore e mettere le mani sulle stesse ostie consacrate. Ed è questo aspetto del furto che lascerebbe pensare all’azione di un gruppo di satanisti. Il luogo sarebbe sottoposto a riprese video continue, a cura della rete specializzata di sorveglianza delle opere sotto tutela architettonica. Ciò dovrebbe consentire, il condizionale è d’obbligo, l’acquisizione delle registrazioni.

Sgomento e costernazione da parte del parroco responsabile don Luigi Migliozzi che regge le sorti di altre chiese e luoghi sacri del territorio sidicino (la Parrocchia dei santi Cosma e Damiano e quindi anche la chiesa di Santa Maria La Nova, la chiesa Sant’Antonio Abate e la Cappella della Madonna del Rosario allo Scalo Ferroviario) e come amministratore parrocchiale, anche l’antica e prestigiosa basilica dedicata a san Paride, il santo Patrono della città di Teano.

Dopo le dovute comunicazioni riservate agli Uffici del vescovo Giacomo Cirulli, l’episodio è stato denunciato presso i Carabinieri di Teano agli ordini del comandante Salvatore Canelli. La ripetitività degli assalti furtivi, ma anche vandalici, ha ormai acceso maggiormente l’attenzione dei militari dell’Arma coordinati dalla Compagnia di Capua. Si rimane quindi in attesa di possibili svolte.  

Se il sistema di ripresa risulterà funzionante, le immagini potrebbero dare una buona spinta alle indagini in corso da parte degli inquirenti. Anche perché appare davvero stucchevole che con le moderne tecnologie non si riesca a raccogliere nemmeno un elemento utile, orientativo, ipotetico, approssimativo, comunque utile a individuare simili deprecabili malviventi e magari a prevenirne le azioni.

Elementi minimi che tutti si aspettano che siano raccolti, utilizzati e archiviati in modo che non solo gli inquirenti di oggi, ma anche coloro che indagheranno in futuro non corrano il rischio di dare l’impressione di brancolare nel buio. Elementi che potrebbero corrispondere anche solo semplicemente alle risposte da dare a una batteria minima di domande: com’erano vestiti gli autori del furto? In quanti erano? Quale la loro altezza media? Come sono arrivati sul posto? Che tracce hanno lasciato sulla strada d’ingresso? É possibile recuperare le loro impronte sui marmi dell’altare maggiore?

Che nessuno si senta offeso perchè avrebbe dovuto alzare al massimo l’attenzione di tutti anche il precedente tentato furto, che risale a meno di due mesi fa. Era l’inizio di novembre 2023, infatti, quando, forse addirittura gli stessi malviventi tentarono di penetrare nella basilica e per questo danneggiarono vistosamente la porta d’ingresso principale. Certo non hanno lasciato un biglietto con su scritto: «torniamo presto», ma era non era immaginabile che ciò accadesse?

Un’avvisaglia che avrebbe dovuto far rizzare le antenne a chi di dovere. È mai possibile, si chiedono ora in tanti, che a nessuno sia venuto in mente di tendere una trappola ai ladri di storia o alla banda di balordi a caccia di feticci e simboli della cristianità per consumare i loro riti satanici? Sarebbe bastata una foto-trappola da 50 euro.   

Cosa cercassero poi nella Basilica è pure facilmente presumibile conoscendo il luogo e la sua importanza e c’è già stata occasione proprio su teanoce.it e persino su casertace.net. Cassandre inascoltate. LEGGI QUI.

La Basilica San Paride ad Fontem, per le testimonianze storiche che custodisce e per il luogo ameno in cui è ubicata, è sempre stata a rischio furti.

Infatti, stiamo parlando di una costruzione della fine del XI secolo che presenta assonanze costruttive e stilistiche con altre due importanti chiese romaniche di Teano: San Benedetto e Santa Maria de Foris.

Quindi le speranze di bottino potrebbero essere queste: antiche incisioni, marmi, capitelli di spoglio delle circostanti arre archeologiche, senza disdegnare oggetti in metallo più o meno nobile come ottone e bronzo. Per l’elenco degli elementi decorativi interni che hanno probabilmente attirato l’attenzione dei ladri si fa riferimento a quanto pubblicato sui siti specializzati come pure sui portali della Proloco Teano.