Panchina moderna piazzata dal Comune nell’antico lavatoio di Casamostra. Scatta la segnalazione alla Soprintendenza.
Mistero sul progetto, attuato all’insaputa di tutta la comunità e dell’associazione «Casamostra Rinasce». Rimosse basole medioevali per far largo al cemento.
TEANO (Pietro De Biasio) – In località Dragoni, frazione Casamostra, il Comune ha installato a ridosso dell’antico lavatoio medievale una grande panchina con tetto e relativi cartelloni. Le opere sono, o dovrebbero essere, in teoria, funzionali alla valorizzazione della via Francigena. La Comunità «Laudato Sì-Eco-Polis di Teano» ha subito notiziato della cosa la Soprintendenza ai monumenti, nella persona del dott. Antonio Salerno, per sapere se il Comune abbia o meno chiesto un parere, ovvero abbia concordato il sito dell’installazione.
Panchina utile, ma perchè piantala nel cuore del sito?
Il referente avv. Fernando Zanni, infatti, non ha messo in discussione l’utilità della panchina, ma nutre seri dubbi sulla collocazione e sulla «segretezza» del progetto e del procedimento, che non hanno coinvolto né la Comunità di Casamostra né la cittadinanza in altra forma. Progetto e lavori «naturalmente», all’insaputa anche dell’associazione «Casamostra Rinasce», associazione senza fine di lucro che del bene è affidataria e deve averne cura e gestirlo gratuitamente. La prima obiezione è, dunque, di natura metodologica. È possibile, ci si domanda, che un sistema democratico locale ignori completamente il fatto che il lavatoio sia affidato alle cure di una associazione locale, che lo ha protetto e valorizzato, per anni, proprio come bene storico della Comunità nel contesto della via Francigena?
Purtroppo è possibile, perché è accaduto. Ma c’è un altro aspetto che deve essere preso in considerazione, altrettanto importante, costituito dal luogo dell’installazione e dalla realizzazione del progetto. La grande panchina, con quattro basi di cemento, doveva proprio essere installata dentro il monumento, dentro il bene storico da tutelare? Ovviamente, le buone intenzioni sono fuori discussione e nessuno spende soldi pubblici tanto per spenderli. Tutti vorrebbero fare qualcosa di buono e arricchire l’offerta turistica del paese.
Ma a volte capita che, come si dice, non tutte le ciambelle escono con il buco. E questa sembra proprio una ciambella senza buco. Molti si domandano, perché proprio lì? Perché sulla testa di un lavatoio medievale, che è insieme monumento, archivio sociale, memoria viva e testimonianza concreta della storia di un territorio? Ed è difficile dar loro torto, considerando che a pochi metri ci sarebbero aree adatte a ospitare panchine, totem tecnologici e qualsiasi altro arredo urbano utile e non invasivo. Invece che costruire sopra, non sarebbe stato più sensato partire da quello che già esiste, ascoltare chi ci lavora, coinvolgere la comunità?
Non si tocca un’opera che racconta secoli di vita e di lavoro
Il lavatoio medievale di Casamostra, a detta degli esperti locali, è uno dei meglio conservati dell’intero comune. Pietra viva, canalizzazione centrale alimentata da una sorgente attiva, vasche multiple, fontana laterale per animali e viandanti. Un’opera che racconta secoli di vita, di lavoro, di condivisione. Altro che panchina con tettoia. E proprio a partire da questo patrimonio, si potrebbe pensare ad un’idea diametralmente opposta: censire tutti i lavatoi superstiti delle frazioni di Teano, recuperarli, restaurarli, e costruire attorno ad essi una narrazione coerente, una rete culturale, magari anche turistica, ma rispettosa.
Il progetto di rinascita di «Casamostra Rinasce»
«Restituire il lavatoio alla sua antica bellezza e funzione, per raccontare ai viandanti della Francigena e ai turisti la storia della Frazione e le sue tradizioni», è il progetto annunciato da «Casamostra Rinasce». La speranza, per la «Comunità Laudato Sì» è, invece, che la Soprintendenza ai monumenti intervenga subito, faccia capire agli amministratori il valore dei monumenti medievali e inviti il Comune a spostare più in là la grande panchina.






