«Camminata Rosario» – Masci: fiaccola di speranza sulla Via Francigena che brucia
Contro l’indifferenza, il Movimento adulti accende la speranza: uniti per dire basta a incendi e vandalismi
TEANO (Pietro De Biasio) – Mettiamola così, perché di giri di parole non se ne può più: qui qualcuno dà fuoco agli alberi per sport, per dispetto o per vendetta contro non si sa chi, e intanto la Via Francigena si trasforma ogni settimana in un rogo annunciato. Siamo a cinque incendi dolosi, cinque. Non uno, non due: cinque. E ogni volta la scena è la stessa: fumo, boschi anneriti, radici divorate dalle fiamme, pietre che rotolano via senza più un tronco a trattenerle.
E intorno, il solito coro di spallucce istituzionali e buone intenzioni a cui non segue nemmeno una misera denuncia contro ignoti. Vergogna? Sì, vergogna. E la cosa più insopportabile è che in questa storia di bruciatori anonimi e teste voltate dall’altra parte, a rimanere appesi a un filo sono proprio i pochi, pochissimi, che non mollano.
Tra questi, gli scout adulti della Comunità Masci Teano 1, che non si limitano a piagnucolare su Facebook ma si sporcano le mani. Loro, mentre qualche imbecille appicca micce tra le pietre, continuano a piantare croci, restaurare immagini sacre, costruire panchine giganti per chi vuole fermarsi a respirare un po’ di bellezza.
E adesso rilanciano pure: il prossimo 12 luglio partirà la «Camminata Rosario» sulla Via Francigena, tre chilometri di sentiero tra Fontanelle e Casamostra. Si parte alle 19.30, con scarpe comode, una torcia in tasca e uno slogan che andrebbe inciso sul muro del Municipio: «La luce di frate fuoco illumina e riscalda il nostro cammino. Buona strada anche a Te che distruggi il creato». Un messaggio di pace? Certo. Ma anche una stoccata: perché se da una parte c’è chi passeggia pregando per proteggere un pezzo di storia e di natura, dall’altra c’è chi sputa fuoco come un drago ubriaco di stupidità.
E in mezzo, come sempre, ci siamo noi, cittadini normali, che se non alziamo la voce oggi ci ritroveremo domani con la Francigena ridotta a un cimitero di tronchi e cartelli bruciati. Lo vogliamo capire o no che non bastano i «selfie» davanti alla panchina gigante e i post indignati il giorno dopo? Lo vogliamo capire o no che serve una denuncia, una querela, un’indagine, un controllo notturno, una fototrappola, qualsiasi cosa, pur di fermare questa barbarie?
O continuiamo a girare la testa dall’altra parte, sperando che prima o poi i piromani si stanchino? Nel frattempo, la Comunità Masci ci prova. Non con i proclami, ma con le gambe e con la fede. Cammineranno pregando, accenderanno torce per illuminare la strada che qualcuno preferisce vedere bruciare. Un’iniziativa piccola? Forse. Ma infinitamente più grande di tutte le giacche ben stirate che da mesi, nonostante cinque roghi, non hanno ancora trovato il coraggio di mettere una firma sotto una denuncia. E allora grazie, Masci.
Che la vostra luce faccia vergognare un po’ chi si nasconde nel buio. Ma soprattutto, che costringa chi dovrebbe garantire la tutela di questo territorio a fare, finalmente, il suo mestiere. Prima che anche l’ultimo albero diventi cenere. E con lui la nostra dignità.






