Cronaca bianca Politica

Calvi Risorta, città che non si arrende: ora il Governo si impegna per l’Antica Cales

Accolta alla Camera la proposta dell’on. Santillo per il rilancio del sito archeologico. Ma la vera scintilla è nata tra le pagine di un libro e nel cuore di chi non si è voltato dall’altra parte

CALVI RISORTA (Pietro De Biasio) – «Cales» torna a far parlare di sé. Non per un nuovo scempio, stavolta, ma per una possibilità concreta di riscatto. Alla Camera dei Deputati è stato accolto l’ordine del giorno presentato dall’on. Agostino Santillo (Movimento 5 Stelle), vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, che impegna il Governo ad adottare tutte le iniziative necessarie per «la tutela, il recupero e il rilancio turistico e culturale» dell’antica città romana situata nel territorio di Calvi Risorta.

«La Camera dei Deputati ha accolto la mia proposta che raccomanda al Governo di adottare tutte le iniziative necessarie per la tutela, il recupero e il rilancio turistico e culturale del sito archeologico dell’antica Cales, situato nel territorio di Calvi Risorta e dei comuni limitrofi», spiega l’on. Santillo. Un passaggio importante, che punta a trasformare la pagina dolorosa dell’abbandono in una nuova occasione di sviluppo per l’intero comprensorio.

L’impegno formale, adesso, è quello di promuovere intese e collaborazioni: «L’ordine del giorno impegna il Governo a promuovere accordi di collaborazione con le amministrazioni territoriali competenti e protocolli di intesa tra il Ministero della Cultura, l’Anas e i soggetti gestori della tratta autostradale per sviluppare un piano di valorizzazione e conservazione in sinergia con gli interventi di manutenzione delle infrastrutture viarie».

Un’inversione di tendenza necessaria, su un territorio segnato da anni di incuria. Cales è un sito che, per estensione e valore, merita ben altro destino: «L’area archeologica della città romana di Cales copre un territorio molto vasto e rappresenta un patrimonio culturale di inestimabile valore», ricorda il parlamentare casertano.

Un patrimonio che «conserva tracce della propria presenza lungo i più importanti tracciati viari dell’antichità, spesso collocati a distanza di pochi chilometri dagli assi autostradali attuali», e che può diventare un modello di sinergia fra cultura e viabilità moderna. Ma l’attenzione politica, va detto, non nasce dal nulla. A far tornare «Cales» nell’agenda nazionale è stato prima di tutto un libro: «Cales, il grande oltraggio», firmato dal giornalista Silver Mele e impreziosito dalla prefazione di Maurizio De Giovanni.

Un racconto civile, dolente, che ha portato la storia dimenticata dell’antica capitale ausone sotto gli occhi del grande pubblico. Dopo il clamore mediatico, grazie anche a un intenso reportage Rai di Matteo Berdini, lo scorso aprile arrivò la visita istituzionale a Calvi Risorta degli onorevoli Santillo, Alessandro Caramiello e Enrica Alifano, guidati proprio da Mele in un sopralluogo che fu un vero viaggio tra le ferite del tempo e quelle dell’uomo. E mentre in Parlamento qualcosa finalmente si muove, il noto giornalista di Canale 8 continua, nel frattempo, a raccontare con ostinazione e amore una terra che ha ancora molto da dire.

Le sue parole non sono semplici descrizioni, ma visioni. Immagini che restano addosso. Come questa: «A chi mi chiede del destino beffardo della capitale d’Ausonia invito a immaginare quell’uomo che è riuscito a divincolarsi, non sa neppure lui come, dai morsi di un branco di cani affamati.

E corre, corre, claudicante, tenendosi le ferite e guardandosi le spalle. È Cales». Una città che è sopravvissuta nonostante tutto. Violata, ferita, tradita. Ma viva. Ancora viva. «C’è la vita lì sotto. C’è il copione di come eravamo», scrive Mele. Ed è proprio per questo che non si può più aspettare. Né accontentarsi di parole.