Eventi Politica

IL VIDEO. La “piccola Seveso sidicina”: Francesco Borrelli a Teano per dare al caso visibilità e valenza nazionali. Inedito

Il vicepresidente Commissione d’inchiesta ciclo rifiuti: «Occorre scovare i criminali del rogo e i mandanti. Aiutare subito cittadini e agricoltori danneggiati»

TEANO (Fernando Zanni) – L’on. Francesco Emilio Borrelli deputato di Europa Verde, noto per le sue quotidiane battaglie contro la malavita organizzata, il 26 agosto 2025 è venuto a Teano ed ha voluto fare un sopralluogo ai due siti “infernali” della Città: quello spento da poche ore della società Campania Energia in località Palmieri (che continua a spargere veleni e sostanze killer nell’aria e sul suolo) e quello, a rischio potenziale della ex Isolmer, in località Santa Croce, dove la Gesia di Pastorano, caparbiamente, vorrebbe costruire una grande piattaforma per il trattamento di rifiuti pericolosi, con i soldi pubblici di Invitalia.

Il destino di questa ultima piattaforma – che violerebbe tutte le norme e i piani territoriali regionali e provinciali (quindi non si tratta della vulgata “non nel mio giardino) – è ancora appeso ad una Sentenza del Consiglio di Stato di prossima emanazione, nonostante il Decreto regionale di annullamento dell’Autorizzazione Unica alla Gesia, intervenuto prima dell’udienza innanzi alla Magistratura di Appello. Da una parte, dunque, il rogo di enormi quantità di rifiuti (quasi certamente doloso), che ha provocato un disastro immane in itinere economico- ambientale di un territorio vastissimo, che ha coinvolto almeno tre Comuni. E dall’altra, un pericolo in agguato (appunto, la costruzione della piattaforma Gesia), che sarebbe tombale per il futuro, già precario e disastrato, di una città marginale e spopolata come Teano, ma con enormi potenzialità nella sua Area Vasta inespresse dalla classe politica locale al governo.

La zona è sempre quella, Santa Croce-Palmieri, bellissima e fiorente dal punto di vista agricola e anche, a sentire gli esperti, d’interesse archeologico e ambientale, ma ben collegata con la Casilina e sulla quale i relitti degli edifici produttivi abbandonati, sembrano pronti per essere carpiti, per quattro soldi di investimento, quasi sempre proveniente da capitali non di rischio, da pseudo-imprenditori senza scrupoli ed etica.

Ebbene, l’on. Borrelli è stato il primo, e per ora l’unico, esponente di rilievo nazionale, essendo anche Vice Presidente della “Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari”, sotto scorta per le minacce alla sua incolumità fisica, ad occuparsi del disastro ambientale provocato dal rogo dei rifiuti della società “Campania Energia”. Questa è la prima ragione dell’importanza della sua visita, connessa alle sue funzioni istituzionali. GUARDA IL VIDEO ESCLUSIVO

Occorre un approccio sistemico: che coniughi l’emergenza immediata, la ricerca dei criminali e il monitoraggio per prevenire roghi in altri territori

Ma non si è trattato di una passerella. Chi conosce l’On. Borrelli sa che quando ha sposato una causa, non la molla facilmente. Tanto per cominciare ha parlato venerdì in diretta nella trasmissione “Ambiente Campania” su Televomero della “piccola Seveso di Teano”. Ma porterà il caso anche all’attenzione della Commissione Parlamentare d’Inchiesta, presentando la vicenda delle singolarità giudiziario-amministrative di notevole rilievo, anche sotto il profilo delle relative responsabilità, unitamente alle altre vertenze aperte in provincia di Caserta e Napoli (Ailano, Sparanise, Pignataro Maggiore, Pastorano, Vitulazio, San Giovanni a Teduccio (NA).

“Si tratta di un disastro ambientale di grandi proporzioni – ha detto l’on. Borrelli – e con un impatto di lunga durata. Nell’insieme, occorre scovare i criminali che hanno appiccato il fuoco e i loro mandanti, favorire una veloce bonifica dei luoghi, aiutare i cittadini e gli agricoltori direttamente danneggiati a pretendere un adeguato risarcimento, monitorare per anni i territori interessati e tutte le matrici ambientali coinvolte (suolo, acque, fauna, vegetazione, colture e prodotti finali) per assicurare che la salute dei cittadini non sia compromessa. Ma è necessario anche che i decisori politici, ai vari livelli istituzionali, diano un input chiaro e rigoroso ai loro dirigenti affinché non autorizzino impianti in contrasto con la Programmazione Territoriale regionale e Provinciale. E poi, c’è il grande problema dei finanziamenti pubblici, che non devono alimentare attività criminali. Gli impianti, quelli necessari e non impattanti, devono essere condivisi dai cittadini e gestiti da imprenditori di specchiata onestà. Non escludo, inoltre, modifiche alla normativa di settore”. GUARDA IL VIDEO BORRELLI SUL LUOGO DEL DISASTRO

Una “task force” indipendente per verificare gli impianti in attività e un “bollino verde” agli impianti necessari e in regola

La grande manifestazione di Pignataro Maggiore, che si è svolta lo stesso giorno del sopralluogo dell’On. Borrelli a Teano, ha finalmente mobilitato le coscienze di molti nell’Alto Casertano. E la Chiesa è dalla parte dei cittadini, come ha sottolineato il Vescovo Giacomo Cirulli della Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca. Occorre un immediato segnale di discontinuità strutturale, altrimenti la residua fiducia nella politica verrà definitivamente seppellita sotto i roghi e i fumi tossici. Non è sufficiente la piattaforma concordata nell’ultima Commissione Regionale Ambiente, seppure risponda in qualche modo all’emergenza. E’ necessario, per es., come concordato con l’on. Borrelli, nominare una “task force” indipendente di esperti che verifichi, con immediatezza, tutti gli impianti in attività in Campania, partendo dalla martoriata Provincia di Caserta, dove si concentrano decine e decine di impianti. Uno per uno, controlli scientifici, tecnici, amministrativi e di compatibilità urbanistica e territoriale. Ma fatti i controlli, devono essere anche immediate le chiusure degli impianti non a norma, ovvero in odore di gestioni malavitose. Il meccanismo potrebbe essere simile a quello previsto dalle “certificazione di qualità”, ma effettuato da un soggetto pubblico (la task force indipendente) che veda anche il coinvolgimento delle reti di Associazioni e Comitati di cittadini e, dunque, si relazioni con il territorio.

La speranza viene dal basso, dalla mobilitazione dei cittadini e dalle reti della “societa’ civile”

La Provincia di Caserta e l’Alto Casertano, possono rinascere, ma le risorse primarie e le spinte innovative, vengono storicamente sempre dal basso. E’ tempo anche che la c.d. “Società civile” formi network, reti di comunicazione e di decisioni, in ogni sistema territoriale. La strada ora è, paradossalmente, più agevole e percorribile e lo sviluppo sostenibile delle aree interne è possibile con altri paradigmi, ma il ciclo integrato dei rifiuti, con la sua struttura impiantistica, deve stare sotto uno stringente controllo pubblico. Non si può più perdere tempo!