Tutta Teano centro senz’acqua: oltre 4mila persone in difficoltà e scuole allo sbando
La dirigente Musella anticipa il comunicato di Scoglio: in classe solo per 2 ore «ma i bambini piccoli non portateli proprio». Caos totale e disorganizzazione
TEANO (Elio Zanni) – Tutta Teano centro capoluogo, oltre 4mila persone, senz’acqua potabile stamattina 15 settembre 2025. C’è poi la questione degli uffici pubblici e privati, lo stesso Ente comunale per questioni di igiene dovrebbe chiudere i battenti oggi stesso, così le Poste centrali e soprattutto le scuole.
Sulle scuole siamo al ridicolo e ad azioni da parte del sindaco e della sua Giunta (silente dalla vicesindaca all’ultimo dei SIGNOR SI, signor sindaco, grazie sindaco e altre menate del genere; a comando) che meriterebbero una richiesta di dimissioni. Il sindaco stamattina, toltosi il casco da muratore edile, ha provato a indossare i panni dell’eroe di giornata e in un post web dice: «La ditta è nuovamente operativa da stamattina. In accordo con le istituzioni scolastiche, non conoscendo con certezza i tempi delle riparazioni, abbiamo deciso di provare a salvare la giornata scolastica. Ovviamente, se nel giro di un paio di ore, il problema non dovesse risolversi, gli studenti usciranno anticipatamente».
La risposta delle Istituzioni scolastiche non si fa attenere; anzi. Tanto è vero che addirittura in anticipo sul comunicato del sindaco eroe di giornata, spunta subito, ma veramente subito, il comunicato della Dirigente scolastica Fiorella Musella che meno eroicamente ma molto, molto più ragionevolmente consiglia «alle famiglie degli alunni più piccoli di non portarli proprio a scuola» e dispone «la sospensione delle lezioni dal termine della seconda ora nei suddetti edifici scolastici (e cita quelli delle aree con carenza idrica) e l’uscita anticipata degli alunni. Convinzione personale: sono sicuro che Musella, senza la telefonata del sindaco, avrebbe fatto molto meglio… Evitando, per esempio, l’inutile soluzione delle due ore di caos urbano e scolastico.
Infatti, è opinione di chi scrive che si poteva e si doveva evitare questo andirivieni casa-scuola-casa con ritorno forzoso anticipato. Tanto, per ovvi motivi: professori e alunni, bambini e più grandi, potrebbero avere esigenze fisiologiche anche nelle prime due ore. O no? E poi come non immaginare i problemi logistici di un rientro a casa in orario insolito, poco dopo le dieci? Ma con quali mezzi poi? Con quali disponibilità lavorative e di tempo da parte dei rispettivi genitori. Un assurdo totale, una disorganizzazione censurabile che in una città normale farebbe accadere tante cose. Ma da quasi 4 anni tutti – fatta salva qualche coraggiosa associazione e la solita “stampa ostile” – si sono come assopiti all’ombra del campanile: la coscienza critica, l’istinto di rivendicare i propri diritti, meditando – chissà – di dire la loro nelle urne elettorali. Ma ci credo poco.
Nuove, ennesima carenza idrica? I problemi erano iniziati già ieri, dalle 9.30 di mattino si registravano le prime carenze ai piani altri. E sono partite le raffiche di quelle che ora suonano solo come umilianti giustificazioni: si è rotta la pompa, c’è un guasto al quadro elettrico, l’Enel ha interrotto la fornitura, c’era una perdita enorme sulla rete e via di questo passo con altre perle consimili.
Poi l’assurdo balletto delle responsabilità che – naturalmente – a detta dell’Amministrazione comunale e anzi del sindaco (perché gli altri si sono asserragliati in un silenzio assordante) non sono mai di chi oggi gestisce la situazione, ma sempre dalla ditta che ha ordinato il «pezzo che non si trova» o che «ha promesso e mi hanno garantito che faranno tutto il possibile».
Parlavamo prima di cosa accadrebbe di fronte a tutto questo in un paese normale. In un’altra città, in un’altra situazione, la minoranza consiliare, accompagnata da tutte le associazioni non asservite della città dovrebbe chiedere subito la convocazione di un Consiglio comunale con l’esplicita richiesta di dimissioni del sindaco. Si chiama azione politica, che prescinde dal risultato finale (a Teano scontato) ma che fa capire a tutti che a Teano non esistono solo i servi del potere politico di turno – qualunque esso sia – e c’è ancora chi è in grado di pensare con la propria testa.






