Appello alla partecipazione all’assemblea popolare del 7 marzo a Calvi Risorta. Basta impianti e bonifica della ex Pozzi
Siamo il bosco che avanza, in piattaforma: la bonifica della ex Pozzi, l’indice di saturazione ambientale e la dichiarazione dell’Agro Caleno come zona satura
COMUNITÀ DELL’AGRO CALENO E DI TERRA DI LAVORO (CS) – Il tempo in cui altri decidevano per noi, nel silenzio e nelle stanze chiuse, sta finendo. Il 7 marzo a Calvi sarà un passaggio decisivo per le comunità che da mesi si battono contro il colonialismo dei veleni. Un’assemblea in cui misureremo la forza costruita finora e decideremo come utilizzarla fino in fondo.
Arriviamo a questo appuntamento dopo settimane che hanno nuovamente cambiato il quadro. Il corteo del 21 febbraio ha riportato la vicenda della ex Pozzi al centro dell’attenzione pubblica, regionale e nazionale. Non è stata soltanto una manifestazione: è stata una rottura del silenzio. Da allora nulla può più essere archiviato come “questione del passato”.
La discarica industriale più grande d’Europa non è un ricordo: è una ferita aperta, dove ancora oggi vengono posti sotto sequestro siti teatro di sversamenti incontrollati. L’assemblea sarà anche l’occasione per un resoconto dettagliato dei risultati ottenuti: i tavoli con le Commissioni parlamentari, il confronto permanente con la Regione, gli impegni formalizzati e quelli ancora sospesi. Non per autocelebrarci, ma per capire dove siamo davvero arrivati; per distinguere le conquiste reali dalle promesse; per trasformare ogni spiraglio istituzionale in un varco di possibilità.
Il nodo centrale sarà la bonifica della ex Pozzi: deve tradursi in un cronoprogramma, con finanziamenti certi e responsabilità chiare sui colpevoli, tanto del disastro quanto dell’insabbiamento e dell’inerzia. Discuteremo le strategie necessarie per imporre che si passi finalmente dalle carte agli scavi, dalle conferenze stampa ai cantieri veri. Non accetteremo più rinvii tecnici, scaricabarile burocratici o alibi amministrativi.
Affronteremo poi un tema cruciale: l’indice di saturazione ambientale e la dichiarazione dell’Agro Caleno come zona satura. Non è una formula astratta: significa dire basta a nuovi impianti, basta a ulteriori carichi ambientali su un territorio che ha già pagato oltre ogni misura. Significa costringere la Provincia ad assumersi una responsabilità formale e sostanziale.
Le recenti indagini che hanno coinvolto il dirigente del settore ambiente della Provincia, Gianni Solino, nell’ambito della vicenda del rogo di Teano, rendono ancora più evidente quanto sia fragile – quando non opaco – il sistema dei controlli. Non siamo qui a sostituirci alla magistratura. Ma siamo qui per pretendere che, in un contesto del genere, ogni decisione ambientale sia sottratta a zone grigie, ambiguità e interessi incrociati.
L’assemblea dovrà essere il luogo in cui trasformare l’indignazione in liberazione e la rabbia in organizzazione. Infine, lanceremo una grande iniziativa per il 25 aprile. Non una celebrazione rituale, ma una giornata di resistenza territoriale. Perché la liberazione non è solo un fatto storico: è un processo continuo. E qui, oggi, passa attraverso la rottura del colonialismo dei veleni e il superamento di un modello di produzione e riproduzione dei territori che continua a definire e trattare intere aree come zone di sacrificio.
La memoria non è nostalgia ma pratica. Difendere il territorio è un atto di resistenza e di liberazione. Significa opporsi a ogni forma di dominio che schiaccia le comunità.
Se vogliamo la bonifica, se vogliamo l’indice di saturazione, se vogliamo maggiori garanzie sanitarie, dobbiamo imporli con la forza della mobilitazione; se vogliamo liberarci dal ricatto permanente, dobbiamo essere tanti, determinati e consapevoli. La storia recente ci ha insegnato che quando questa comunità si muove, il quadro cambia. Ora dobbiamo alzare il livello: con lucidità, con radicalità, con intelligenza, con gioia. Il 7 marzo a Calvi si decide come andare fino in fondo. Ci vediamo in assemblea.






