Il Video. Teano centro spreca, le frazioni soffrono: fiume d’acqua a Santa Reparata
Cinque comunità periferiche con l’acqua razionata, come il pane in tempo di guerra
TEANO – Acqua sprecata, frazioni a secco, contratto quadro. A volte si vedono delle cose talmente paradossali che non arrivano a far rabbia, ma peggio: fanno male al cuore. L’esempio è proprio la perdita d’acqua potabile di vaste proporzioni che si sta evidenziando da stamattina, 12 luglio 2026, a metà strada lungo viale Santa Reparata, di fronte alla chiesa-convento dei Padri redentoristi.
Vedi quel fiume d’acqua sprecata e ti vengono in mente tutte quelle persone, cittadini di questa città, assetati, con i rubinetti a secco, con l’acqua data col contagocce e razionata; come il pane in tempo di guerra. Non è paradossale? Non è un peccato? Non è uno schifo?
L’acqua proviene o dovrebbe provenire (nella migliore delle ipotesi) dalle vasche di accumulo ubicate nella parte più alta di Viale Santa Reparata, traversa San Terenziano. In quel luogo, i serbatoi piezometrici (che poi distribuiscono l’acqua grazie alla loro altezza s.l.m. rispetto alle zone servite) ricevono acqua da più punti di prelievo. É anche acqua che paghiamo a caro prezzo dalla società privata che ce la vende. Ma, come in un film tristemente comico, quando le vasche di accumulo si riempiono oltre il limite: traboccano inesorabilmente. Un problema che, nonostante tutta la scienza infusa degli attuali padroni (pagati) della città e dei loro collaboratori (a pagamento), non si riesce proprio a risolvere.
Così si arrivò a pensare (e non è la prima volta) di ingaggiare una ditta – di cui si omette il nome perché non è utile al ragionamento che stiamo facendo – con la tecnica dell’Accordo quadro. Che vuol dire? Ti appalto con una certa cifra più o meno fissa e tu provvedi a tutto; più o meno così. Furbo no, da parte del Comune? Mi garantisco una serie di servizi e conosco in anticipo i costi. Un colpo di genio. Ma funziona in termini di risultati? L’assessore al ramo dice che sono diminuite le chiamate (da parte dei cittadini) per le perdite idriche, omettendo di dire sono quelle occulte che buttano giù la rete. E quelle il cittadino non te può segnalare.
Contratto quadro? Di fronte a certe situazioni e a certi spettacoli, viene da pensare proprio che non fosse questa la soluzione contrattuale giusta. Già, soprattutto se si continuano a osservare simili obbrobriosi paradossi: acqua sprecata a Teano centro e cinque frazioni a secco. Non vi pare? E l’Ufficio tecnico comunale che dice di tutto questo? Che pensa? Che fa? Sta programmando come richiesto e come è giusto che sia l’arrivo di autobotti nelle zone critiche lasciate a secco? Noi, certo, non lo sappiamo. Dio non voglia che non lo sappiano neppure loro.






