Cronaca bianca Politica

Le Foto. Assurdo: collina Sant’Antonio di nuovo allagata e frazioni sempre a secco

Nuove copiose dispersioni del prezioso liquido che poi il Comune è costretto a ricomprare dai privati; sempre a spese dei cittadini naturalmente

TEANO (Segnalazioni retenews24@gmail.com) – Servizio idrico comunale, un paradosso dietro l’altro. Mentre i cittadini delle frazioni Cappelle, San Giuliano, Fontanelle, Pugliano, Versano, Santa Maria Versano lamentano rubinetti a secco per 16 ore al giorno e persino alcuni quartieri di Teano centro bassa pressione, un’altra copiosa perdita d’acqua ci viene segnalata come «in corso» all’impianto di stoccaggio e rilancio situato nella collina di Sant’Antonio».

Ci segnalano anche che le ultime riparazioni alla stazione idrica di Sant’Antonio sarebbero state eseguite da un gruppo di almeno tre o quattro tecnici proprio ieri, 13 luglio 2026. Ma allora, che sta succedendo? La stazione alimenta, con un sistema primordiale dove in tanti e in troppi hanno messo le mani, i serbatoi di Casi e Casamostra. Con l’impianto Sant’Antonio in tilt, l’acqua defluisce dai dispositivi interni fino all’ingresso dell’impianto, riversandosi in strada.

La vergogna sta nel fatto che si tratta di un guasto che si ripete da anni, e il comune di Teano ha sempre pagato per decenni ripetutamente le stesse ditte, oggi una in particolare con un accordo quadro però. Un contratto – non puntiamo il dito sulle maestranze perché vogliamo bene ai lavoratori e perchè tutti avrebbero sottoscritto un bel contratto biennale – un contratto che però non sembra dare i frutti sperati dagli ideatori. Insomma non funziona, non era poi quel colpo di genio che si è voluto politicamente far credere.

L’accordo sarà pure “quadro” ma i risultati non sono rotondi: l’impianto è di nuovo guasto e l’acqua sta ancora per strada, copiosa. E l’alltro giorno è accaduto un altro episodio simile a Viale Santa Reparata. Intanto, il denaro è incassato o da incassare e non verrà mai più restituito giustamente. Ma soprattutto in questo modo le bollette dell’acqua ai cittadini non saranno mai abbassate.

Esiste ormai una vasta documentazione sui numerosi guasti precedenti, con decine di articoli di “giornale maledetto” che potrebbero essere aggiornati con quanto accade oggi, 14 luglio 2026. E che nessuno venga ad insinuare che scriviamo di queste cose perché uno di noi in redazione si è messo in testa di fare il fontaniere e sperare in un incarico diretto o in un accordo quadro. Che poi, cosa ci sarebbe di male?

Le dispersioni ricorrenti, la carenza costante, la questione dell’acqua ha assunto contorni paradossali in una città in cui molte frazioni sono a corto d’acqua, e alcuni quartieri del centro storico lamentano bassa pressione (addirittura anche Via Luigi Sturzo traverse, dove la pressione è buona fino alle 6 del mattino e poi: flop), nonostante si trovino in zone orografiche basse. «E io pago!», diceva il grande Totò.

Tecnicamente l’acqua arriva alla stazione idrica di Sant’Antonio dal serbatoio di Santa Reparata semplicemente per caduta. Santa Reparata si trova su una collina, più in alto di Sant’Antonio. Tutti gli impianti di Teano sono scoordinati, funzionano a prescindere da ciò che accade o non accade ai punti di accumulo e quindi secondo logiche primordiali. Una vergogna che perdura nel tempo e che con l’arrivo di fondi regionali dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) risolversi.

Intanto vi è una certezza: l’acqua dispersa, in termini di costi, finirà col gravare sulla spesa comunale per il servizio idrico, non solo per le spese di emungimento ma anche perché Teano, che pure affonda i piedi nell’acqua potabile, l’acqua se la compra da una società privata che la preleva dal campo pozzi della stessa città di Teano, a Maiorise. Così il cerchio si chiude, non resta che aprire i portafogli.