La Cattedrale di Teano, sessantanove anni fa rinasceva dalle macerie: un’eredità di fede, pietre e grandi figure del passato
Dalla consacrazione del 1957 ai ricordi d’epoca, i versi e la storia di un monumento nato per unire la città
TEANO (di Antonio De Simone) – Il prossimo 3 agosto 2026, lunedì, la Cattedrale di Teano celebrerà il sessantanovesimo anniversario della sua ricostruzione dopo le distruzioni causate dagli eventi bellici del 1943. Fu infatti il 3 agosto 1957 che la Cattedrale tornò ad accogliere nei suoi ampi spazi autorità religiose, civili e militari e, soprattutto, una moltitudine di fedeli giunti da ogni parte della Diocesi.
La solenne cerimonia di consacrazione e dedicazione a San Giovanni ante Portam Latinam fu officiata dall’arcivescovo di Matera Giacomo Palombella, già vescovo di Teano dal 1951 al 1954, insieme al vescovo di San Severo Francesco Orlando e a S.E. mons. Matteo Guido Sperandeo, da tre anni alla guida della Diocesi di Calvi e Teano.

Ricordare quei momenti di grande gioia per una comunità che lentamente riemergeva dalle macerie della guerra è ancora oggi commovente e, nello stesso tempo, doloroso. Parlare della Cattedrale di Teano significa anche ricordare quanti hanno studiato, raccontato e custodito questo meraviglioso monumento, tanto caro alla nostra comunità.
Tra questi, il compianto e mai dimenticato canonico don Arminio De Monaco, che ci ha lasciato una cronaca bellissima e commovente, pubblicata a pagina 108 del volume S. Paride. La vita. Il culto, edito da D’Amico – Teano nel 1948.

Merita di essere ricordato anche don Michele Lamberti, autore di una splendida poesia dedicata alla Cattedrale, alla quale si rivolge con sentimenti filiali e con il cuore colmo d’affetto: «…E noi a te cerchiamo stanchi il pane che dà la vita; dalle buie strade veniamo a udir di Paride la voce e pace al Crocifisso d’Oderisio chiediamo ancora. Tu, se la tempesta è greve sulla carne e attorce il cuore, veglia su noi, o nostra Cattedrale».
Un pensiero riconoscente va inoltre agli amici avv. Guido Zarone e Giulio De Monaco, che negli anni Settanta seppero contagiare tanti giovani con la loro passione per la storia civile e religiosa dell’antica Teanum Sidicinum.
A loro si devono importanti iniziative per la tutela della memoria cittadina: l’allestimento del primo Museo diocesano nei locali della cripta della Cattedrale; il recupero delle tre grandi tele ubicate presso la chiesa dei Cappelloni, oggi conservate nel salone dell’episcopio di Teano; il recupero del mascherone dell’antico lavatoio nella piazzetta di Santa Caterina; il rinvenimento dell’epigrafe sepolcrale del poeta Luigi Tansillo e dei due stemmi, oggi custoditi presso la Casa comunale. Erano progetti pensati, maturati e programmati durante le fredde e piovose notti d’inverno trascorse nella cripta della Cattedrale insieme a un folto gruppo di giovani.

Tutto questo fu possibile grazie all’indimenticabile paternità del grande vescovo mons. Matteo Guido Sperandeo, uomo di vasta cultura, affabile e sempre disponibile, la cui casa rappresentava un porto sicuro per chiunque vi si recasse. Fu il vescovo della ricostruzione postbellica delle chiese della Diocesi, il vescovo delle grandi amicizie, compagno di scuola del Presidente della Repubblica Giovanni Leone e, soprattutto, padre della comunità diocesana.
Resta vivo e commovente il ricordo del giorno in cui lasciò Teano dopo trent’anni. Prima di salire in automobile, volle recarsi ancora una volta nella sua Cattedrale: pregò sulla tomba di San Paride e rivolse l’ultimo sguardo, da vescovo della Diocesi, al Crocifisso che aveva tanto protetto per il suo inestimabile valore e dinanzi al quale tante volte si era raccolto in preghiera. Questa era la nostra Cattedrale. Questa vorremmo che tornasse a essere.
Buon sessantanovesimo compleanno, Cattedrale di Teano.






