Cronaca bianca Economia Politica

Disastro ecologico, ambiente e salute. Marfella e Minieri: Roghi, come difendersi dai danni da “day after”. Podcast

Tutto quello che gli altri non dicono sui rischi per la salute in zone contaminate da roghi e nubi tossiche

TEANO (Elio Zanni) – Dunque, ma davvero Teano, con il rogo e la nube tossica del 16 agosto 2025, è la nuova Terra dei Fuochi? Che fare tutti, dopo il disastro ecologico e ambientale di località Palmieri? Come dovrebbero comportarsi ora e cosa rischiano i cittadini residenti e gli agricoltori? Quali le conseguenze della diossina e altri veleni simili su tutte le matrici ambientali e sulla salute di adulti, bambini e anziani? Cosa è emerso in casi simili a quello di Teano con operazioni di screening di massa e cosa può fare chi ritiene di aver subito un danno o di rischiare di ammalarsi?

Questi e molti altri sono i temi e le domande emerse nel corso dell’incontro di giovedì 11 settembre 2025 a Teano. La location, un suggestiva tenuta agricola ubicata nel verde delle campagne di Teano in zona archeologica. Lì si sono ritrovati a discutere e a dare risposte rappresentanti di comitati, associazioni, agronomi, ingegneri, medici, paramedici e giornalisti. Tra i tanti presenti alla convention- oltre a chi scrive e firma – c’erano Vincenzo Desiderio e la gentile consorte Barbara, Nicola De Monaco, Mario Cataldo, Marcello Carlucci, Mario De Giglio, Franco Licciardi, Alessandro Lepre.

Da Napoli e dalla vicina Pignataro Maggiore sono giunti anche Antonio Marfella, Presidente di Medici per l’Ambiente, Napoli, medico dal 1980, tossicologo, specialista in Oncologia, Dermatologia e Venereologia, Igiene e Medicina preventiva al Pascale di Napoli, e il giornalista e scrittore Salvatore Minieri, attivista del Comitato “Basta Impianti”. A suggello dell’incontro, si è deciso di registrare un video, una testimonianza a due voci, rapida e incisiva, durante la quale è stata affrontata e sviscerata la questione delle matrici ambientali contaminate, il problema dei territori assediati fino all’inverosimile da impianti per il trattamento e lo stoccaggio di rifiuti plastici, gommosi e ora sempre più intasati da scarti di lavorazione di tessuti, soprattutto sintetici.

E se per Marfella la mafia dei roghi tossici si combatte anche e soprattutto in tribunale, facendosi riconoscere i danni subiti, Minieri punta il dito contro una certa politica da Giano Bifronte, dai due volti: uno pubblico, sorridente, d’occasione, di piazza e l’altro di palazzo, dove c’è chi abbassa la testa, si tura il naso e approva sempre nuovi insediamenti industriali. Il tutto ad onta e poi «anzitempo rispetto a un adeguamento normativo in merito alla conduzione degli stessi impianti, ai loro livelli di sicurezza e alle responsabilità oggettive e soggettive», come auspicato, invocato e gridato ad alta voce nelle lotte del Comitato “Basta Impianti”.

Della piacevo mattinata culturale, rimane la consapevolezza di essere un po’ più informati, il piacere di aver conosciuto o aver di incontrato nuovamente amici, professionisti e giornalisti. Di quella razza di persone non piegate esclusivamente sul proprio lavoro, in un trionfo di soggettivismo esistenziale, ma anche impegnati nel sociale. Nella consapevolezza che la qualità della vita di tutti è quella di ognuno. Gente che lotta per un futuro possibile di cui adesso tocca a noi e non ad altri determinare le sorti; nel bene e nel male. Gente che parla, che dice, che scrive, che si espone. Professionisti che alzano la voce, consapevoli che il voltarsi dall’altra parte, il silenzio accondiscendente e omertoso diventa presto correo, complice, delle più basse nefandezze umane. BUONA VISIONE CON MARFELLA E MINIERI.