«Ciao fratello, non vogliamo dirti addio»: l’ultimo abbraccio a Stefano Marrese, morto a 21 anni. In centinaia ai funerali
Il sacerdote ha accostato il carattere del giovane con radici a Teano a quello di Carlo Acutis

TEANO / SAN SEVERINO (EZ) – Centinaia al funerale del 21enne di San Severino Stefano Marrese con radici profonde a Teano frazione Fontanelle, morto lunedì insieme alla collega Gaia Stronati (presenti anche i genitori della ragazza). La sindaca Rosa Piermattei: «Dovremo imparare a convivere con la tua assenza. Avevi un modo tutto tuo di farci stare bene, di trasformare i momenti più semplici in ricordi speciali».
Tanti applausi, tante lacrime, tanti palloncini bianchi. Anche da Teano e dalla frazione Fontanelle è partita gente e sono volati pensieri dolci e tristi per il bravo giovane e la sua compagna.
Nella chiesa di San Domenico, centinaia di persone si sono raccolte attorno alla famiglia del giovane. In prima fila papà Pasquale, mamma Irma e il fratello Simone, insieme ai nonni e ai parenti arrivati dalla Campania. Accanto all’altare anche una rappresentanza dell’Associazione nazionale Carabinieri, guidata dal presidente Decio Bianchi, di cui il padre di Stefano è volontario da anni.
Nell’omelia, padre Genga ha parlato del dolore per una perdita così improvvisa, ma anche della speranza che può nascere dall’affetto lasciato da Stefano. «Tutti sentiamo un dolore immenso per la tua perdita. Ci sentiamo così perché siamo umani, e l’Onnipotente Dio si è fatto piccolo e uomo come noi dinnanzi alla tua morte. Anche Gesù, di fronte alla perdita di un amico, ha provato dolore, tristezza e angoscia».

Poi il pensiero ai genitori: «Un genitore che si trova a vivere la morte di un figlio sperimenta un dolore immenso, contro natura. Le nostre parole servono a poco, ma la Parola di Dio dona luce e speranza».
Il sacerdote ha accostato il carattere del giovane a quello di Carlo Acutis, indicando tre valori che Stefano lascia in eredità a chi lo ha conosciuto: «La tenerezza, il rispetto e l’amicizia». La tenerezza ricevuta dalla famiglia, il rispetto con cui si rapportava a tutti e l’amicizia testimoniata dalla presenza di così tanti ragazzi al suo funerale. «Curiamo e custodiamo queste tre eredità: la tenerezza, il rispetto e l’amicizia rimangono per sempre, per l’eternità».
La tragedia si è consumata ieri, 12 ottobre 2026, mentre la coppia viaggiava a bordo di una Opel Karl in direzione Toscana. All’altezza di Passignano sul Trasimeno, la vettura si è scontrata frontalmente con il mezzo pesante in un tratto stradale caratterizzato dalla presenza di un cantiere, dove la circolazione scorreva a doppio senso su un’unica carreggiata. Un impatto devastante, sulle cui cause sono ora in corso gli accertamenti della Polizia Stradale.
Stefano era figlio di due cittadini originari di Teano, già residenti nella frazione di Fontanelle e poi nella vicina Casale una frazione della città di Carinola: il padre Pasquale Marrese, noto e stimato conducente – prima per la Sasa di Apiro e successivamente per la Contram – e attivo nel volontariato con l’Associazione Nazionale Carabinieri, e la madre Irma Lippiello, operatrice presso la mensa scolastica di via D’Alessandro. Oltre ai genitori, il 21enne lascia nel dolore il fratello maggiore Simone. Tra i parenti del giovane a Fontanelle di Teano, c’è anche l’ing. Carmine De Fusco e quindi Dante De Fusco già assessore comunale presso l’Ente sidicino di palazzo San Francesco.







