Migranti e sicurezza a Teano, l’ex leader FDI Petteruti aveva visto bene: 12 anni fa
«Niente razzismo, solo gestione del territorio». Dodici anni di ritardi e calcoli politici: se si fosse ascoltato quell’allarme oggi avremmo il quadro dei i fitti in nero e dell’evasione di tasse, imposte e contributi
TEANO (di Elio Zanni) – Migranti e sicurezza nel centro storico, l’ex leader FDI Gianni Petteruti aveva visto bene già 12 anni fa. Lanciava una serie di allarmi, chiedeva verifiche porta a porta, controlli, censimenti. Un percorso che ancora oggi è solo un’ipotesi di cui si pensa di compiere qualche passo ma a rilento, mappando i civici a vista, senza affiancamenti con conoscitori storici della città, con delle fotografie: è l’ennesimo appalto.
«Chiediamo maggiori controlli, una ronda legale notturna e verifiche fiscali sul pagamento di Tarsu, Tasi e acqua, come pure sui contratti di locazione degli immobili occupati da persone straniere», questo annunciava in un articolo a firma di chi scrive, su Il Mattino.
L’articolo poi scendeva nel merito di una questione che adesso potrebbe assumere caratteri preoccupanti. Letterale dal 27 settembre di quel 2014: Disponibilità quasi illimitata e fitti bassi: ecco cosa ci sarebbe dietro al fenomeno del momento, la convivenza con i migranti crea qualche difficoltà. Molte case del borgo sono ora abitate da cittadini di nazionalità ghanese, marocchina, intere famiglie di albanesi e rumeni. Per questo, per gli attivisti del neonato direttivo di Fratelli d’Italia: «È giunto il momento di aprire gli occhi e adottare misure preventive, in fatto di legalità e presenza di forze dell’ordine».
E le preoccupazioni non nascono dal nulla. Infatti, in un equilibrio sociale precario quanto si vuole, dove non mancano i casi di manuale di perfetta e civile convivenza, spiccano anche fatti di sangue. È il caso del recente accoltellamento di un rumeno in vico Viola. Già, vico Viola; sembra nulla, ma si tratta di uno dei quartieri con accesso da via Nicola Gigli: la storica via dei calzolai, la strada delle tre chiese, e soprattutto del museo archeologico. A completare il quadro della situazione c’è l’apertura di due case d’accoglienza per rifugiati, dell’organizzazione La casa di Zio Tom. Ecco perché il direttivo locale di Fratelli d’Italia in una missiva chiede lumi e contromisure all’amministrazione retta dal sindaco, Nicola Di Benedetto, e all’assessore alla sicurezza, Vincenzo Tranquillo.
«Non vogliamo certo passare per razzisti – dicono, in sintesi, i seguaci della Meloni dalla sede di piazza Umberto I – ma non potete chiederci di chiudere gli occhi di fronte alla realtà: la situazione è critica, di notte il dedalo di vicoli di Teano diventa terra di nessuno. La gente è preoccupata, stressata. Il rischio è che s’inneschi una situazione conflittuale incontrollabile tra i residenti e i nuovi arrivati delle varie etnie». La pensa così il leader di Fratelli d’Italia, Petteruti, che sta facendo un po’ da parafulmine in questo periodo, raccogliendo lamentele e preoccupazioni dei cittadini.
In conclusione, si è perso come al solito troppo tempo dietro a una politica del ritardo che risponde a precise colorazioni politiche e partitiche. E già, ancora oggi, nel 2026, malgrado che a reggere le sorti della stessa amministrazioni oggi vi siamo anche consiglieri di Forza Italia. Se si fosse ascoltato l’avviso di Petteruti, oggi conosceremmo davvero chi abita a Teano anche nei vicoli più ameni, nelle frazioni, quanti fitti in nero ci sono e chi evade tasse, imposte e contributi comunali.
Questa prolungata immobilità ha solo cronicizzato un problema che si sarebbe potuto governare dodici anni fa. Resta il fatto che, mentre la burocrazia procede a rilento, la realtà del centro storico e delle sue 17 frazioni oltre borgate e case sparse ha già superato le timide ipotesi della politica attuale ad avviso di chi scrive: finta Pd.






