Blocco dei tir: scaffali vuoti anche a Francolise e Sant’Andrea del Pizzone
«Sembra il lockdown, ma stavolta mancano le merci». Frutta, verdura e carne a ruba, si teme il blocco totale
FRANCOLISE (di Alfemio Junior Lanna) – La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante colpisce duramente la provincia di Caserta, svuotando i supermercati della zona. Dopo i blocchi stradali che hanno interessato gli svincoli autostradali di Caserta Nord e Caserta Sud e lo snodo logistico di Carinaro, l’effetto domino ha raggiunto anche l’Agro caleno. Nei punti vendita e nei market di Francolise e della frazione di Sant’Andrea del Pizzone, i banchi dei prodotti freschi sono ormai deserti, costringendo i residenti a razionare la spesa.
Agro caleno a rischio blocco logistico
Mentre sull’autostrada A1 e nei pressi dei grandi centri di distribuzione le merci deperibili rischiano di marcire sui camion, le ripercussioni nei piccoli comuni della provincia si fanno sentire con drammatica precisione. A Sant’Andrea del Pizzone e nelle aree limitrofe, i banchi di frutta, verdura, carne e latticini sono i primi ad aver esaurito le scorte.
«Sembra di essere tornati ai giorni peggiori del “lockdown”, ma stavolta manca proprio la merce», commentano alcuni clienti storici nei market locali. Anche i beni di prima necessità a lunga conservazione, come latte a lunga conservazione, pasta e acqua minerale, cominciano a scarseggiare a causa della corsa all’accaparramento scattata nelle ultime ventiquattr’ore.
Una crisi che unisce autotrasportatori e agricoltori
La protesta, nata per denunciare i costi insostenibili del gasolio che costringono le ditte di trasporto a viaggiare in perdita, sta trovando forte risonanza anche nel comparto agricolo locale. Per un territorio a forte vocazione agricola come quello di Francolise, il danno è doppio: da un lato i produttori locali non riescono a spedire i propri prodotti verso i mercati generali, dall’altro la Grande Distribuzione Organizzata non riesce a rifornire le filiali periferiche.
Senza un tavolo di trattativa immediato con la Prefettura e il Governo per calmierare i prezzi alla pompa, i presidi nel casertano minacciano di proseguire a oltranza, rischiando di lasciare i piccoli centri della provincia in un isolamento distributivo totale ancora per diversi giorni.






