«Teano non è da meno»: trionfo di porcini giganti nei boschi sidicini, il fiuto di Luigi
«Roccamonfina non ha il monopolio del sottobosco». Il ritrovamento di grappoli di porcini XXL
TEANO / ROCCAMONFINA (El.Z.) – Una storia locale del re dei porcini. Il vulcano spento di Roccamonfina viene da sempre celebrato come uno dei pochi incontrastati regni dei porcini e in generale dei funghi giganti nell’Alto Casertano. Una fama meritata, ma che spesso finisce per mettere in ombra un altro tesoro naturalistico altrettanto generoso e ricco di biodiversità: il territorio di Teano. A sfatare il mito dell’esclusività roccana ci pensa oggi la viva voce della terra, o meglio, una straordinaria scoperta firmata da un cercatore locale d’eccezione che di scoperte simili è già stato capace, Luigi De Biasio.
Di professione dipendente di una ditta che si occupa di Igiene urbana, Luigi nei giorni scorsi, tra i sentieri e le faggete che abbracciano l’incontaminato paesaggio sidicino, ha messo a segno una di quelle battute di caccia che ripagano di ogni fatica. Tra le sue mani, come mostra chiaramente lo scatto, troneggia uno spettacolare “grappolo” di funghi porcini dalle dimensioni sbalorditive. Inutile di tentare di farsi dire il luogo esatto del ritrovamento. «Non è un esemplare isolato questo grappolo, per quanto maestoso – spiega – diciamo che basta andare alle spalle “alle spalle” della zona antica di Teano per essere “fortunati”. Solo, attenzione a quello che portate a casa, prima di essere cucinati e mangiati i funghi bisogna conoscerli».
Tecnicamente il ritrovamento è un vero e proprio blocco cespitoso composto da multipli esemplari cresciuti uniti alla base, caratterizzati da cappelli bruniti, carni sode e gambi massicci che testimoniano la straordinaria fertilità e purezza dell’ecosistema locale. De Biasio spiega che anche di castagne Teano è piena e di nocciole, solo che non c’è chi provvede a farne un’attrattiva locale. Come dargli torto?
Ma restiamo ai funghi, per ora. Un ritrovamento eccezionale che ribadisce una verità botanica e geografica troppo spesso dimenticata: la verde e rigogliosa Teano possiede polmoni verdi altrettanto preziosi, capaci di competere ad armi pari con i vicini rilievi vulcanici. Lontani dai circuiti del turismo di massa spinti fin oltre ogni limite e custoditi gelosamente in angoli di natura incontaminata, i boschi sidicini continuano a rappresentare un habitat ideale per la crescita di miceti da record.
Merito di una biodiversità intatta e di un territorio che, grazie alla cura e al rispetto di chi lo vive, sa ancora custodire segreti millenari. E se Roccamonfina può fregiarsi del suo blasone, De Biasio ci ricorda che i boschi di Teano non hanno nulla da invidiare a nessuno, offrendo spettacoli della natura che lasciano senza fiato e confermando l’incredibile generosità della terra sidicina.
«Tante altre cose buone, oltre i funghi, offre Teano – dice infine Luigi – prodotti della terra e reperti unici della storia locale che aspettano solo di essere valorizzate. Se gli altri conoscessero bene queste cose come io i funghi, Teano sarebbe la prima città dell’Alto casertano».






