Politica

Incontrarsi a Teano. Ma per dirsi cosa?

Critica costruttiva su celebrazioni e nodi irrisolti: la proposta di Europa Garigliano per la città sidicina

TEANO (di Antonio d’Angiò*) – Il 26 ottobre, per Teano, non è una data qualsiasi. È il giorno in cui il nome della nostra città è entrato nei libri di storia d’Italia. Lo ha fatto grazie a un incontro di cui gli storici discutono ancora il luogo esatto, e che forse avvenne più vicino a Vairano che a Teano. Destino curioso: siamo famosi per un incontro che, a rigore, potrebbe non essere avvenuto in casa nostra.

Quest’anno, il giorno dopo quell’anniversario, la città ha avuto il suo nuovo incontro. Incontrarsi a Teano ha riempito il Teatro Tommasiello come da tempo non accadeva. Va riconosciuto agli organizzatori ciò che è giusto riconoscere: capacità organizzativa, energia, una platea gremita. Non è poco, in una città che spesso non riesce a riempire nemmeno un consiglio comunale.

C’è stato anche un momento vero. Una studentessa del Foscolo ha detto al magistrato Catello Maresca che un giorno farà il suo stesso mestiere. Quella promessa vale più di tutto il resto della mattinata. Ma appartiene a lei e ai suoi insegnanti, non alla regia dell’evento. Il resto è stato una sfilata. Agricoltura, legalità, ambiente, archeologia: quattro pilastri, si è detto, ciascuno sfiorato come si sfiorano le portate di un buffet. Un assaggio, un applauso, e via alla successiva.

Si sono annunciati fondi «certi e sicuri». Teano ha imparato da tempo a diffidare degli aggettivi. I fondi certi si riconoscono da altre cose: cifre, capitoli di bilancio, date di avvio dei cantieri. È giunta anche la notizia dello sblocco dei fondi per il Teatro Romano, fermi da due anni. È una buona notizia, e la registriamo volentieri. Proprio per questo la seguiremo da vicino. Un teatro restaurato e lasciato solo resta un monumento chiuso. Senza un Parco Archeologico e un sistema culturale che lo tenga vivo, rischiamo di salvare le pietre e perdere la città. Poi le targhe e le pergamene. A dirigenti, chef, giornalisti, commercianti.

Alcune erano meritatissime: una gioielleria che compie centotrent’anni, botteghe che resistono da mezzo secolo e più. Ma proprio queste storie dovrebbero far riflettere chi governa e chi aspira a farlo. Quelle attività hanno resistito nonostante la politica locale, non grazie a essa. La domanda seria non è chi premiare per essere rimasto. È perché le nuove attività non aprono, e perché i figli di quei commercianti studiano e lavorano altrove. Mi si dirà che era una festa, e che a una festa non si fanno programmi. Giusto. Ma allora la si chiami festa, e non le si cuciano addosso i temi più seri della vita pubblica, con un palco affollato di istituzioni e di politica. Altrimenti si confonde la vetrina con il progetto. E Teano, di vetrine, ne ha viste abbastanza.

Gli organizzatori hanno già annunciato la seconda edizione, per il 2027. Tema: «Comunicazione, Spettacolo e Disinformazione». È un tema serio. Speriamo che non finisca per descrivere, più che discutere, il format che lo ospita. Teano non ha bisogno di incontrarsi. Ha bisogno di ritrovarsi. Ci si incontra per un brindisi … Ci si ritrova quando si riconosce un problema comune e si decide di affrontarlo insieme, con competenza e con il coraggio di fare delle scelte anche scomode.

È ciò che un gruppo di professionisti, docenti universitari e cittadini sta cercando faticosamente di fare. Nelle prossime settimane l’Associazione Europa Garigliano, un Ente del Terzo Settore che si occupa dello sviluppo e della diffusione del pensiero meridiano, proporrà alla città un ciclo di seminari pubblici, uno per ciascuno dei nodi irrisolti: lo spopolamento; le aree interne; l’acqua; la rigenerazione urbana; il patrimonio archeologico; l’università; la partecipazione delle frazioni. Non ci saranno né targhe, né pergamene.

Ci saranno dati, proposte, e la possibilità per chiunque di contestarle. Garibaldi, si racconta, a quell’incontro del 1860 salutò un re e poi se ne tornò a Caprera, non prima però, di aver accompagnato il re sabaudo a Teano (non certo a Vairano).   Ai teanesi, centosessantasei anni dopo, un saluto non basta più.  Chiedono qualcuno che resti e che lavori.

[* Antonio d’Angiò (Membro eletto del “Direttivo cittadino di Fratelli d’Italia“ di Teano) è un medico, psichiatra, psicoanalista, nato a Napoli ma di lunga genealogia teanese. Oggi residente nella frazione di Tranzi. Già Primario psichiatra dell’Ospedale di Formia e Professore di Geopsicologia e Comunicazione interculturale presso il Dipartimento di Studi Politici dell’Università Luigi Vanvitelli. Oggi è presidente dell’Associazione Europa Garigliano – ETS (Centro Studi e di ricerca per la diffusione e lo sviluppo del pensiero meridiano).