Politica

Politici traditori del Mandato elettorale, girovaghi, voltagabbana. L’Opinione

Che fare, quando gli ideali sono messi sotto i piedi e nessuno se ne vergogna? Urge un “Tribunale Morale”

FAUSTO STAVOLONE

TEANO / CASERTA / CAMPANIA (di Fausto Stavolone) – In un’epoca in cui la politica ha smarrito la coerenza, la dignità ed il senso del mandato ricevuto, mi domando se non sia il caso di istituire un nuovo “Tribunale dell’Inquisizione” (ovviamente in senso simbolico) che “giudichi” i tanti politici che cambiano casacca con estrema disinvoltura, passando da sinistra a destra, da maggioranza ad opposizione, come se la volontà dei cittadini fosse carta straccia!

La politica intesa come mestiere fa sì che il tradimento degli ideali e delle promesse elettorali siano solo clausole contrattuali non vincolanti, cosa a mio avviso inaccettabile e per tale ragione tali comportamenti non dovrebbero essere giudicati esclusivamente dal popolo (alle successive elezioni) ma anche da un’autorità morale guidata da un contemporaneo “Savonarola”.

Sono decine o forse centinaia i politici che ad ogni mandato cambiano gruppo, partito, visione e persino ideologia per cogliere ‘l’opportunità” di essere rieletto. C’è chi nasce “grillino” e poi diventa “renziano” e chi da “piddino” diventa “forzista” e questi “trasformismi”, mascherati da scelte di coscienza, altro non sono che strategie di sopravvivenza politica che palesano il tradimento del voto popolare precedentemente ottenuto.

Non auspico certo l’Inquisizione nel suo senso storico, con roghi e torture, ma una figura di autorità morale (neanche sul modello iraniano) com’era, in un certo senso, Girolamo Savonarola nella Firenze del Quattrocento. Un uomo che pur con qualche eccesso seppe gridare contro la corruzione dei potenti ed il degrado morale dell’élite che decantava virtù perseguendo in realtà i propri interessi personali.

Tornando ai giorni nostri, il dramma è che oggi nessuno si vergogna più, un tempo chi cambiava bandiera lo faceva con dolore spiegandosi al Paese, adesso lo si fa con un Tweet o su Facebook, la coerenza è diventata un optional e la parola una moneta da spendere solo se conviene!

La domanda è semplice, può esserci democrazia senza responsabilità? Può un politico infedele rappresentare l’elettore che l’ha votato? Se la politica è diventata un teatro, una farsa, sebbene la coerenza sia ancora un valore, vale la pena dare ancora fiducia a chi ha fatto del trasformismo il proprio mestiere? Nel nostro piccolo “Paesello”, governato negli ultimi anni dalla “sinistra democratica” più incapace che abbia mai occupato gli “scranni” del potere cittadino, possiamo ancora credere alle parole dei vari Scoglio, Pina Picierno, Luigi Landolfi, ecc… e votare secondo le loro indicazioni? L’unico voto possibile in uno scenario così misero, il solo che possa contare qualcosa indipendentemente dal risultato finale – a mio avviso – in Comune come in Regione ed anche a livello nazionale, è quello dato a Fratelli d’Italia.