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L’Almanacco storico del Tennis dei fratelli D’Auria: numeri memoria rigore filologico

Una pubblicazione che non può mancare nella biblioteca degli appassionati della racchetta

SPRANISE (Pietro De Biasio) – Tre fratelli, un paese dell’entroterra campano e una passione, quella per il tennis, così radicata da sfidare la polvere degli archivi e la tirannia dei numeri. Giuseppe, Egidio e Miriana D’Auria di Sparanise, hanno dato vita a un’opera monumentale: l’Almanacco Storico del Tennis, un volume edito da Geo Edizioni che tenta l’impossibile, ordinare la storia del tennis mondiale, dal 1877 a oggi, con la precisione di un cronometrista svizzero e la devozione di un antiquario della memoria.

Non è l’effetto collaterale dell’attuale febbre tennistica italiana, quella che ha reso di casa nomi come Jannik Sinner e Matteo Berrettini, ma piuttosto una faccenda d’amore e di metodo. I fratelli D’Auria hanno raccolto l’eredità paterna, una sorta di “cassaforte mentale” di risultati, classifiche e date che oggi si spalanca in un’opera tanto certosina da sembrare impossibile: schedari anagrafici, albi d’oro, glossari e curiosità che attraversano più di un secolo di tornei, racconciando la trama intricata del tennis maschile e femminile di singolare.

C’è qualcosa di poetico e persino “clericiano” in questo loro tentativo di “rimettere in ordine il tempo”, come se ogni punto, ogni set, ogni finale fosse un frammento di umanità da restituire alla storia. L’ultimo lavoro simile risale al 1990, e portava la firma di Rino Tommasi, maestro di sapienza statistica e di eleganza televisiva. Da allora, il silenzio dei numeri. Oggi i D’Auria colmano quel vuoto pluridecennale, non per emulare, ma per rendere omaggio a Tommasi, al loro padre, e in fondo anche alla disciplina quasi monastica che il tennis da sempre richiede.

Sfogliando l’Almanacco, si incontra di tutto: dai pionieri di Wimbledon ai giganti dell’era Open, dai numeri uno mondiali alle note di colore che fanno da contorno alla gloria. Ogni pagina vibra di un rispetto quasi sacrale per la precisione: le classifiche riportate com’erano, le nazioni di nascita rispettate “storicamente” (così che Nikola Pilic, nel 1973, resta jugoslavo), e un piccolo museo linguistico nel Glossario tennistico, dove termini, curiosità e record sono ordinati con la cura del collezionista.

Eppure, i fratelli D’Auria non cercano ribalte né interviste: niente presentazioni, solo passaparola, quel vecchio modo che basta alla vera passione. Per chi volesse avvicinarsi a questo mondo, anche solo per il piacere di sfogliarlo, come si faceva un tempo nelle biblioteche di sport, l’Almanacco Storico del Tennis è disponibile sul sito della casa editrice. Chi poi vorrà poi continuare a seguire i numeri e la memoria, potrà richiedere l’aggiornamento annuale in formato pdf scrivendo direttamente a uno degli autori (dauria.giuseppe08@gmail.com). Prendetevi il tempo di leggerlo come un match lungo e paziente, assaporando ogni scambio. Perché certi libri, come certi colpi, non finiscono al primo impatto: si tornano a sfogliare, a rileggere, a ricordare.