Sport

Pioggia, fatica e chilometri veri: Kadiri e Palomba firmano la Nuceria Paganorum Half Marathon

Anche la 10 km del XXV Memorial Franco De Maio diventa una prova complicata: Iannone vince in 33’02”, Stellato prima in 38’26”

CRONACHE DI CORSA (Pietro De Biasio) – La pioggia, quella vera, quella che picchia sui visi prima ancora che sull’asfalto, sembrava voler dettare legge già dalle prime ore dell’alba. E invece no: la terza edizione della Nuceria Paganorum Half Marathon e XXV Memorial Franco De Maio, hanno scritto un’altra pagina di passione e tenacia domenica 25 gennaio, dimostrando che lo sport con la S maiuscola non teme nuvole scure né sfide climatiche spietate.

Sotto un cielo basso, carico d’acqua, Nocera Inferiore si è trasformata nella cartina di tornasole di un popolo di podisti che non vuole rassegnarsi a restare in casa alla prima goccia.

Più di 1.500 atleti si sono presentati ai nastri di partenza tra mezza maratona e 10 km, pronti a correre non solo contro il cronometro, ma contro la pioggia che mordeva come un avversario in più. Sulla distanza regina dei 21,097 km, il tracciato si è trasformato in un campo di prova per veri corridori. Yahya Kadiri (Carmax Camaldolese) ha dominato sin dai primi chilometri, impermeabile alla pioggia e deciso come un capitano in rotta di tempesta.

Con un crono di 1h06’19”, ha confermato il suo dominio, limando il tempo dell’anno scorso e tagliando il traguardo con l’eleganza di chi non corre solo con le gambe, ma con la mente. Alle sue spalle Ali Akinou (Carmax Camaldolese – 1h11’58”) e Marco Pascarella (Asi Polisportiva Bellona – 1h13’03”) hanno completato un podio.

In campo femminile, Francesca Palomba (Caivano Runners) ha trasformato l’acqua in uno scenario da leggenda personale: 1h22’59 per una vittoria che sa di talento e determinazione, davanti alla sorella Filomena e all’energico bronzo di Francesca Apicella (Carmax Camaldolese). Sul tracciato più breve ma non meno insidioso della gara di 10 km, a spuntarla è stato Gilio Iannone, capace di rompere l’equilibrio con un crono di 33’02” e di tagliare il traguardo avanti a tutti, con la sicurezza di chi ha studiato la pioggia come avversaria e ne ha fatto alleata.

Subito dietro, a pochi battiti di cuore, Gennaro Betti (Atletica Riardo – 33’09”) e Antonio Lopardo (Metalfer Podistica Brianza – 33’15”) hanno trasformato la lotta per la piazza d’onore in un duello fino all’ultimo metro, regalando al pubblico un finale degno dei migliori duelli tattici su strada. In campo femminile, dove la determinazione non conosce stagioni né condizioni meteo, Teresa Stellato ha dominato la scena con 38’26”, imprimendo al suo passo quel ritmo elegante che si sente rarefatto sotto la pioggia ma potente nell’animo. Alle sue spalle si sono classificate Anna Trinchillo (40’35”) e Sara Smelzo (40’55”), autrici di una performance di sostanza e carattere. I titoli del Campionato Regionale vanno a Pascarella in campo maschile e a Francesca Palomba in campo femminile.

La Carmax Camaldolese si impone infine nella classifica di società. Dietro la riuscita della giornata c’è l’incrollabile lavoro della Nocera Runners Folgore, capitanata da Fabio Vicidomini, che ha coordinato ogni dettaglio con la lucidità di un coach nei momenti decisivi. Accanto a lui, la saggezza e l’esperienza del presidente Giovanni Mattiello e un team di volontari, protezione civile e forze dell’ordine hanno garantito la sicurezza lungo un percorso che ha attraversato strade familiari e curve di memoria collettiva. Il tracciato, disegnato tra il centro storico e la periferia di Nocera Inferiore, va letto con onestà tecnica: non era un percorso veloce. Anzi.

Solo gli ultimi due chilometri consentivano davvero di distendere l’azione; per il resto, la gara è stata un continuo esercizio di attenzione e adattamento. Curve, cambi di ritmo e soprattutto un cavalcavia fortemente basolato hanno reso la 10 km una prova selettiva, complessa già in condizioni ideali e resa ancora più dura dalla pioggia. Una corsa che chiedeva più testa che gambe, più controllo che aggressività. La mezza maratona ha alzato ulteriormente il livello di difficoltà, aggiungendo chilometri a un disegno già impegnativo.

Ma, dentro la fatica, ha saputo regalare anche uno dei momenti più suggestivi dell’intera giornata: il passaggio all’interno della pista di atletica della Nocerina, un frammento capace di unire strada e pista, memoria e presente, restituendo agli atleti quel senso profondo di appartenenza che solo certi luoghi sanno evocare. Quando si chiude il cerchio di una giornata così, resta la sensazione che la corsa, la vera corsa, è proprio quella che si vive contro tutto… e che alla fine vince sempre.